San Faustino prepara già la rinascita
Prima categoria, dopo l’inattesa retrocessione la società progetta il riscatto
SAN FAUSTINO . Dopo otto anni consecutivi, il San Faustino deve congedarsi dalla Prima Categoria: il severo ko casalingo di domenica, 1-4 nella finale play out con il Boca Barco, ha sancito l'amara retrocessione della squadra allenata da Gino Piumi. «Per noi si chiude una stagione molto tribolata, e questo è l'unico aspetto positivo dello spareggio di ieri l'altro - spiega il dg blugranata Andrea Prati - La sconfitta contro i bibbianesi ha dimensioni roboanti, ma in realtà non è affatto l'unica causa della nostra discesa in Seconda. Purtroppo il cammino che abbiamo compiuto è stato pesantemente condizionato dagli infortuni, che si sono susseguiti già nelle settimane iniziali. Tra dicembre e febbraio l'infermeria si è svuotata, e non a caso siamo riusciti a collezionare ben cinque vittorie di fila: un ruolino di marcia che ci ha permesso di sperare convintamente nella salvezza diretta, ma poi i problemi fisici sono tornati a metterci i bastoni tra le ruote». Ironia della sorte, il balzo all'indietro del San Faustino arriva proprio nell'anno in cui il club rubierese arriva a spegnere 70 candeline: «Un capitombolo che non ci voleva proprio - sottolinea il direttore generale - Ad ogni modo, noi faremo comunque festa: l'occasione sarà data dal tradizionale Torneo per la categoria Pulcini, che organizzeremo sui nostri campi il prossimo 2 Giugno. Siamo una realtà calcistica più che mai vitale, e sette decenni non sono affatto passati invano. Per capirlo basta solo osservare il folto pubblico di domenica scorsa, con tutta San Faustino che si è mobilitata per sostenerci: inoltre erano presenti giocatori, genitori e tecnici del nostro Settore giovanile, e ciò rappresenta un aspetto che fa davvero ben sperare».
In ottica futura, le prime idee di base sono già chiare: «Proveniamo da una lunga permanenza in Prima Categoria, che per noi è comunque stata entusiasmante - evidenzia il dg - Facendo le dovute proporzioni, è come se il Chievo disputasse la Champions League per otto stagioni di seguito. L'attività prosegue, e non sarà certo una retrocessione a fermarci: a giorni, riassorbita questa pesante botta sportiva, ci metteremo al lavoro per studiare nel dettaglio le mosse da compiere. In più non escludo affatto nuovi ingressi nel gruppo di dirigenti e volontari, che daranno ulteriore linfa e slancio ai piani che disegneremo». (n.r.)
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