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«Baby biancorossi, grande potenziale»

«Baby biancorossi, grande potenziale»

Positivo il bilancio dell’allenatore della Grissin Bon Under 18, Andrea Menozzi

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REGGIO EMILIA. Soddisfatto del lavoro fatto più ancora che dei risultati. Vira al positivo il primo bilancio in corsa tracciato da Andrea Menozzi pensando alla sua Under 18.

Il responsabile tecnico del settore giovanile di Pallacanestro Reggiana è anche il coach dell’Under 18 Elite, quest’anno la formazione biancorossa più “anziana” e principale riserva di forze fresche per la prima squadra di Max Menetti.

I baby reggiani hanno concluso la seconda fase interregionale e ora aspettano di conoscere che strada dovranno percorrere per arrivare alle finali nazionali. Il grosso del cammino è già stato fatto, comunque.

«Sono soddisfatto per come abbiamo lavorato, per come i ragazzi sono cresciuti. Sul piano dei risultati siamo stati discontinui, abbiamo perso un paio di occasioni che avrebbero cambiato la nostra classifica, ed è proprio sulla continuità che dobbiamo prima di tutto migliorare», racconta coach Menozzi. Dopo tanti anni, questa stagione non ha visto l’Under 20. Un peso in più per l’Under 18? «Non c’è stata particolare pressione, e d’altronde fare l’Under 20 con soli due elementi certi sarebbero stato complicatissimo. La differenza è nella gestione della quotidianità, perché i ragazzi sono stati coinvolti molto di più negli allenamenti della prima squadra, senza avere un’Under 20 a cui attingere».

Tutto il lavoro in campo e in palestra è comunque servito a crescere.

«Soprattutto all’inizio siamo stati davvero molto discontinui. Nella seconda fase, e anche al torneo internazionale di Lissone, le cose sono cambiate. Queste fasi sono servite ai ragazzi per prendere consapevolezza delle loro possibilità attuali, la confidenza è cresciuta e anche la continuità. Su questo punto però dobbiamo ancora lavorare tanto», riflette Menozzi.

«L’impegno c’è stato, sono contento, i risultati sarebbero potuti essere migliori. In questa fase abbiamo sprecato un paio di occasioni, a Bologna con la Fortitudo e in casa con Milano, che avrebbero cambiato la nostra posizione. Ma i giochi sono ancora aperti».

E il potenziale c’è. «Questo - sottolinea l’allenatore - è un gruppo con una discreta struttura fisica media, non come altri gruppi del passato, ma comunque buono. Se penso alle annate con i ragazzi dal 1990 al 1993, alla squadra con Campani, Melli, Cervi e Pini, è ovvio che la differenza si nota, quelle erano squadre davvero importanti per struttura fisica. Questa non è a quel livello, ma è comunque buona nel panorama medio attuale e anche i ragazzi più giovani, quelli del 2001, hanno un interessante livello medio di talento», è l’analisi di Menozzi.

Il lavoro impostato poi potrà continuare: «abbiamo solo cinque giocatori del 2000, - sottolinea coach Menozzi - quindi a fine esperienza, e sembra quasi certo che ci saranno tre deroghe l’anno prossimo per gli atleti del 2000: ci sarà quindi la possibilità di mantenere insieme gran parte di questo gruppo. Per queste valutazioni però è presto, dovremo ragionare con la società». (adr.ar.)

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