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Massimo Martinelli: «Smetto dopo 28 stagioni»

Massimo Martinelli: «Smetto dopo 28 stagioni»

Prima categoria, a 46 anni il portiere del San Prospero Correggio appende le scarpette al chiodo

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CORREGGIO. Massimo Martinelli ha appeso i guanti al chiodo. Il portiere del San Prospero Correggio chiude col calcio giocato a 46 anni. Oltre a sancire la salvezza in Prima Categoria dei biancazzurri, la gara esterna contro l'Atletic Cdr è stata l'ultima della carriera. Per lui, numeri da urlo: 704 presenze, 28 campionati, mai sotto la Promozione fino a 38 anni, un titolo di campione d'Italia con la Berretti del Carpi. Ha trascorso una vita tra i pali, ma sempre ad alti livelli.

«Devo smettere per vari motivi - ammette Martinelli - per età e quant'altro. Lo faccio con dispiacere, chiudo qui quella che considero la mia piccola carriera. Ho superato le settecento presenze esclusivamente di campionato, quelle di coppa non le ho mai contate. Ho giocato ventotto stagioni, sotto questo aspetto è giunto il momento di fare il pensionato. Ho iniziato nel mio paese nelle giovanili della Solierese, fino agli Allievi. Poi a Carpi, dove per due anni e mezzo sono stato il secondo portiere nell'allora Serie C. Un anno in prestito a Fidenza, in serie D. Sono poi tornato alla Solierese, per restarci undici stagioni fra Eccellenza e Promozione. Cinque anni all'Arcetana, anche qui tra Eccellenza e Promozione. Un anno in Prima Categoria a Casalgrande, per poi concludere con le sette annate nello splendido ambiente del San Prospero Correggio».

Quali società le sono rimaste particolarmente nel cuore?

«Ovviamente quelle dove ho militato di più, quindi scelgo Solierese, Arcetana e San Prospero Correggio. Pur giocando tanti anni, ho cambiato poche società. Ho sempre scelto in base a dei valori che ritengo fondamentali, specie nel mondo dilettantistico. Sono andato in ambienti genuini, trovando degli amici e sentendomi sempre a casa».

Qualche ringraziamento?

«Al San Prospero Correggio, che mi ha allungato la carriera. Ogni anno pareva l'ultimo, invece sono andato avanti fino all'altro giorno. Dirò sempre grazie al presidente Carlo Zini, che mi ha preso a San Prospero Correggio. Ma anche al ds Saccani e a mister Ghizzoni, per la fiducia. È un obbligo citare anche il preparatore dei portieri Willy Montanari, che mi ha tenuto in forma ed allenato nel modo giusto nonostante gli anni aumentassero sempre di più».

Tante gioie, ma anche qualche rammarico?

«Dopo così tanti anni trascorsi nei campi di calcio, credo di aver giocato dove sostanzialmente mi meritavo. A diciotto anni ero nei professionisti, ma finisci che non te ne rendi conto appieno. Quando inizi a lavorare capisci che fortuna si aveva a quei tempi, ma nel calcio dilettantistico ho scoperto delle persone vere alle quali sarò sempre legato. A volte ho rifiutato categorie più alte oppure qualche soldo in più, ma l'ambiente veniva prima di tutto».

Ci sarà ancora spazio per il calcio?

«Per il momento no, perché dopo 28 campionati ho bisogno un attimo di riposarmi. Sono però certo che basterà poco per ripartire, magari come preparatore dei portieri. Se dovessi immaginarmi in qualche nuovo incarico. Devo dire che allenare i portieri sarebbe la cosa che mi piacerebbe di più».(l.c.)

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