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Gli Avversari ai raggi x 

Vespe un po’ in affanno dopo una lunga rincorsa

di Danilo Sorrentino
Vespe un po’ in affanno dopo una lunga rincorsa

Si sono qualificate vincendo 4-3 con la Virtus Francavilla. Gli esterni d’attacco sono letali

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CASTELLAMMARE DI STABIA (NA) . Prima la grande bellezza, poi la grande paura, infine il punto esclamativo. Ha sofferto più del previsto la Juve Stabia nel secondo turno playoff. Da quarta del girone C, come la Reggiana, aveva il vantaggio di giocare in casa e due risultati a disposizione. Ma la Virtus Francavilla è stata un osso duro e non si è arresa neppure dinanzi all’uno-due dopo nemmeno un quarto d’ora firmato da Melara e Canotto, i due esterni dell’attacco delle vespe. Ha tenuto botta anche quando la Juve Stabia si è portata sul 3-1, rimontando e spaventando un Menti per l’occasione tornato a vestire l’abito della festa (aperto il settore Distinti, lo sarà anche domenica). Il sigillo sulla partita l’ha messo Daniele Paponi, con un 4-3 che è stato – in maniera quasi blasfema – paragonato a quello fra Italia e Germania nella celebre semifinale mondiale del ’70.

Proprio Daniele Paponi, simbolo di una Juve Stabia che deve ritrovarsi dal punto di vista fisico. Perché la (rin)corsa durante l’anno è stata pesante e le fatiche si sono fatte sentire alla prima gara di post season. E’ andato un po’ in affanno il centrocampo nel finale, con Viola e Vicente incapaci di fare filtro fra i reparti; c’è da rimettere a posto un terminale offensivo perché sia Simeri, che ha iniziato la sfida, che Paponi, subentrato nell’ultimo quarto d’ora, non hanno ancora i 90’. Domenica dovrebbe essere ancora staffetta fra i due, con l’ex Novara favorito rispetto al più esperto compagno. A far dormire sonni tranquilli al duo tecnico Caserta-Ferrara c’è il magic moment che sta vivendo la folta batteria di esterni. I quattro utilizzati contro il Francavilla – fra titolari e subentrati - hanno realizzato cose egregie: Melara, Canotto e Berardi sono andati in gol, Strefezza ha permesso a Paponi di calare il poker nei minuti finali. Così oggi, a quattro giorni dalla sfida d’andata con la Reggiana, è ancora tutto in bilico per l’attacco. L’unico sicuro del posto come “sottopunta” è il capitano Mastalli, che si alterna spesso fra la posizione di mezz’ala sinistra e quella di trequartista.

La sfida playoff con la Virtus Francavilla, e basti pensare al numero e alla fattura delle reti subite per capirlo, ha lasciato però qualche incertezza sulla linea difensiva della Juve Stabia. I gialloblù hanno pagato oltremodo le assenze di Marzorati e Bachini, in pratica la coppia titolare nelle gerarchie di Caserta. Entrambi appaiono irrecuperabili per la partita d’andata, qualche speranza in più c’è in vista del ritorno previsto per la prossima settimana al Mapei Stadium. Allievi, ma soprattutto Redolfi, non hanno convinto: troppo statici, disattenti ed incapaci di imbastire la prima manovra. Perciò nella testa del tecnico gialloblù balena un’idea inedita e particolare, cioè quella di inserire Matute nel ruolo di centrale difensivo sacrificando Redolfi. Sarebbe una scelta coraggiosa ma non nuova per il centrocampista camerunense che ha già assolto tali compiti quando era al Crotone in B. Anche questi, come il confronto con la Reggiana dopo l’indimenticato playoff dello scorso anno, sono corsi e ricorsi storici.

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