Buffon dice addio ma solo alla Juventus
Domani ultima partita in bianconero. Non lascia il calcio, tentazione Paris Saint-Germain. Stop (polemico) alla Nazionale
TORINO . Non è facile controllare le emozioni, fingere freddezza se archivi un pezzo di vita. Gigi Buffon, nell’annunciare l’addio alla Juventus, ha gli occhi lucidi e la voce incrinata, danza tra ringraziamenti e ricordi, scorre diciassette stagioni: «Domani giocherò la mia ultima partita in bianconero e credo sia il modo migliore per chiudere una grandissima avventura: la mia paura era arrivare alla fine da sopportato o da giocatore che aveva fuso il motore. Posso dire che non è così: sono orgoglioso di aver potuto esprimere, fino a quarant’anni, prestazioni all’altezza del mio nome e della Juve».
La tentazione di Parigi. Lascia la Juventus. E la Nazionale. Non è detto però che lasci il calcio. «Sono arrivate proposte e sfide stimolanti sia in campo che fuori, una delle più stimolanti fuori me l’ha fatta il presidente Andrea Agnelli: rifletterò e prenderò una decisione seguendo la mia indole e la mia natura». L’età non ha appannato i riflessi né annacquato l’entusiasmo, il numero uno sa di poter dare ancora tanto, ma ritiene opportuno il capolinea bianconero: «La Juve deve programmare il futuro, sono il primo che lo capisce, e poi Szczesny è un portiere di valore eccelso con tredici anni meno di me». In Italia non vestirà altre maglie, l’ovatta e gli assegni di mondi lontani non lo tentano: «Sono un animale da competizione e non mi sentirei a mio agio in campionati di terza o quarta fascia. Se continuo è perché ho l’ambizione di lottare ancora per grandi traguardi». Complice un tweet ammiccante, torna d’attualità il Borussia Mönchengladbach, per cui simpatizza, ma l’identikit foraggia le indiscrezioni su Real Madrid, Liverpool e Psg, top club in grado di prolungare il sogno di vincere la Champions. L’ipotesi francese è la più calda, perché a Thomas Tuchel un portiere occorre, perché il parametro zero è compatibile con il fair play finanziario e perché la proprietà qatariota potrebbe fare di Gigi un testimonial del Mondiale 2022. Già pronto un contratto biennale.
«Una giornata normale». Se giocherà ancora, rinvierà ovviamente la nuova carriera manageriale. Altrimenti sfoglierà le proposte recapitate da Juventus, Fifa e Figc. In ogni caso non sarà mai più azzurro: «Se Buffon era diventato un problema tre mesi fa, non oso pensare cosa potrebbe diventare. E non penso di meritarlo. Il 4 giugno allo Stadium con l’Olanda non ci sarò: dalla Nazionale ho avuto il meglio mentre giocavo e non ho bisogno di altri attestati di stima e celebrazioni varie. Le persone vanno rispettate e onorate quando sono vive, non quando sono morte. Anche sabato vorrei una giornata piena di sentimenti, ma normale. Non chiedo niente se non quanto mi è stato dato: stima e affetto. Non sono adatto per le celebrazioni: da bambino non mi piaceva festeggiare il compleanno per non essere al centro dell’attenzione».
Al fianco di Agnelli. Deciderà la prossima settimana, anche se l’eventuale prosecuzione dovrà poi tener conto della possibile squalifica per i fatti del Bernabeu: «Penso sia anche giusto. Non per il comportamento in campo, perché a oggi non ho capito il senso dell’espulsione, ma per quello che ho esternato fuori. È evidente che abbia trasceso, sono dispiaciuto». Si congeda, e gli ottanta giornalisti presenti applaudono. Come Andrea Agnelli, al suo fianco, e i dirigenti in prima fila: il vicepresidente Nedved, l’ad Beppe Marotta, il ds Fabio Paratici. Come Silvano Martina, storico agente. Come Giorgio Chiellini, che ne erediterà la fascia di capitano. Agnelli lo racconta attraverso numeri, straordinari, ma anche inanellando aggettivi: «Altruista, carismatico, ambizioso, timido, leale, trasparente, sincero, onesto, amico, capitano. Gli eventi di quest’anno non mutano la programmazione di lungo periodo della Juve. La porta che prima di Gigi è stata di Sentimenti IV, Zoff, Tacconi e Peruzzi sarà di Szczesny: lui ha proposte sia per ruoli fuori dal campo sia per continuare a giocare, sa che avrà sempre il mio pieno supporto. Oggi devo solo ringraziarlo».
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