Lo stile vincente che è andato al di là del campo
Gara importante di un campionato non recente, in un palasport storico d’Italia.La partita, non bellissima, è stata infinita ed è andata come ci si aspettava. Come avrebbe dovuto andare. Al termine...
Gara importante di un campionato non recente, in un palasport storico d’Italia.
La partita, non bellissima, è stata infinita ed è andata come ci si aspettava. Come avrebbe dovuto andare.
Al termine del match, i giornalisti affollano la sala stampa. L’importanza della sfida è tale che ci sono firme importanti. È tardi. L’atmosfera è pesante e la platea ha tutta l’aria di un plotone d’esecuzione.
Per primo entra lui, Max Menetti, tecnico ospite. Lo sguardo tradisce stanchezza, prima che rabbia per il risultato.
Partono a raffica le domande. I giornalisti, quelli di casa avvezzi da anni a confrontarsi con allenatori d’Eurolega, insistono su una questione tecnica, un errore costato caro al coach reggiano.
Menetti replica, ma è elusivo. Quasi reticente.
I giornalisti di casa insistono. Il coach si rifugia nell’ironia: una battuta, amara, disorienta la stampa incattivita, la seconda fa sciogliere del tutto la tensione.
Una firma che tutti conoscono, un giornalista che tutti hanno letto, di quelli che tremo solo a sedergli accanto, mi sussurra indicandomi le due file di giornalisti davanti a noi: «Lo stavano sbranando e li ha zittiti. Stasera ha sbagliato in campo e l’ha persa lui, ma il Menetti-style ha vinto. Non lo devono sottovalutare: Reggio Emilia avrà grandi benefici in futuro da un allenatore con il suo spirito. Non è da tutti».
E, oggi, Reggio Emilia lo deve sapere.
(l.p.)
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