Fognini sogna, poi Nadal detta la sua legge
Tennis. Agli Internazionali d’Italia lo spagnolo sbarca in semifinale, nel femminile ok la Sharapova
ROMA . Sembrava troppo bello per essere vero, vedere Nadal prendere una sberla di cinque giochi a zero senza battere ciglio, quasi impotente. Nadal che conduce 4-1 e poi perde il set 6-4: campo Centrale euforico, Fognini in piena trance agonistica. Non poteva durare, purtroppo, a lungo. Lo spagnolo, che già stava giocando bene, ha alzato ulteriormente l’asticella: «Fognini stava giocando meglio di me. Ho dovuto impegnarmi molto di più, cambiare qualcosa del mio gioco, essere più aggressivo, spostarmi sul dritto». Fino a quel momento chi comandava era Fognini: bello, sfacciato ed efficace con colpi vincenti e lunghissimi, quasi sempre al limite delle righe di fondo campo. Nadal così in difesa non s’è mai visto tante volte, sulla terra rossa: «Io ci ho creduto» ha detto alla fine Fognini, consapevole di aver «arrazzato» il pubblico il più possibile. «Esco a testa alta, ho dato tutto quello che avevo».
Nel secondo set un break iniziale, a favore ovviamente dello spagnolo, ha deciso l’esito della sfida, perché da quale vantaggio Nadal ha tratto fiducia, e invece ha immesso della rassegnazione in Fognini, che non è più riuscito a trovare le righe, ma molti corridoi. Il 6-1 di Nadal ha lasciato persino pensare alla sfida contro Thiem di martedì: Fognini che si prende la prima frazione, poi rallenta nella seconda e nella terza torna vincente. Ma Nadal non è Thiem e, impossessatosi degli scambi, non ha più mollato di un metro impedendo all’azzurro di rientrare nel match, prevenendo qualsiasi altra strategia: 6-2 finale, tra gli applausi del Centrale perché, a prescindere dal risultato numerico, la partita – per il vincitore – è stata più complicata di quella che è potuta sembrare, e lo ha confermato dopo lo stesso Nadal: «Sono contento già soltanto di arrivare in fondo».
Grande eccitazione ha regalato anche Maria Sharapova, che ha guidato il vento dell’Est nel singolare femminile, insieme anche all’ucraina Svitolina e alla estone Kontaveit. Ma la russa ha davvero realizzato una piccola impresa, impegnata com’era contro la lettone Ostapenko, che è anche campionessa in carica del Roland Garros, avendo trionfato nel 2017 a Parigi. Partita malissimo, Masha ha recuperato lo 0-3 iniziale pareggiando lo score e portandosi fino al tie-break, però perso dopo una strenua battaglia. Ma Sharapova non s’è data per vinta e, game dopo game, è riuscita nel decimo game del secondo set a togliere il servizio all’avversaria e allungare la sfida. Ma la Ostapenko non ha indietreggiato, e la partita si è davvero infiammata: l’ha spunta la russa giusto un game prima di un secondo tie-break, imponendosi 7-5 e illuminandosi per la felicità. Non è ancora al meglio, ma la combattività di questa ragazza è indubitabile.
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