L’Uefa boccia il Milan, Coppe a rischio
Deferimento per «incertezze sul finanziamento del prestito da pagare a ottobre»
MILANO. Il Milan di Li Yonghong piomba nell'incubo e ora rischia una vasta serie di sanzioni, che arrivano fino all'esclusione dall'Europa League, pochi giorni dopo aver conquistato l'accesso diretto ai gironi. Il club rossonero, infatti, ieri nel tardo pomeriggio si è vista negata la richiesta di Settlement Agreement dalla Uefa, che lo ha deferito alla camera giudicante del Control Financial Body «per la violazione delle norme del fair play finanziario». Il rosso del triennio che comprende i bilanci da luglio 2014 a giugno 2017 per il Milan è di circa 250 milioni di euro. Le motivazioni della Uefa ricalcano quelle utilizzate dicembre. «Permangono - scrive la Uefa - ancora incertezze sul rifinanziamento del prestito e sul rimborso delle obbligazioni da effettuare entro ottobre».
In sintesi, la Uefa in questi mesi avrebbe gradito sviluppi legati ai nodi del progetto del misterioso investitore cinese che ad aprile del 2017 ha acquistato il Milan dalla Fininvest con un prestito ponte di 303 milioni di euro del fondo statunitense Elliott: pesa questo debito, in scadenza a ottobre, che lascia margini di incertezza sulla continuità nel lungo periodo, ma anche gli scarsi introiti ottenuti sul mercato cinese da Milan China, fermo a tre sponsorizzazioni minori. Ricavi che non permetterebbero di ultimare il piano di rientro triennale dei conti.
Se finirà così, l'Atalanta sarebbe promossa ai gironi la Fiorentina ripescata ai preliminari. Tra le misure della Uefa la più pesante è l'esclusione dalle coppe ma lo spettro di sanzioni comprende soluzioni più morbide come l'avvertimento o più dure come il divieto di far giocare i nuovi acquisti nelle coppe. La stangata brutale è stata utilizzata su Galatasaray, Dnipro, Stella Rossa, Partizan, Sion e Panathinakos ma sempre rigettata come ipotesi da Marco Fassone. «Le sanzioni sono inevitabili ma speriamo siano contenute; l'incontro è andato meglio del previsto», aveva dichiarato l'ad del Milan il 20 aprile, uscendo dall'incontro con la commissione della Uefa. Il 15 marzo Fassone aveva parlato di «buon futuro per il Milan», poi aveva confidato di completare il discorso rifinanziamento «entro 30/40 giorni». Non è bastato il documento prodotto da Elliott e presentato a Nyon nel quale il fondo americano si faceva garante di un'eventuale insolvenza da parte di Li Yonghong. Ora invece il club delle sette Champions League in bacheca rischia di restare fuori dall'Europa.
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