«La maglia biancorossa è la mia seconda pelle»
L’incoronazione di Devis Cagnardi, nuovo coach della Pallacanestro Reggiana «Ho tanto da dimostrare, ma le responsabilità mi danno una grande carica»
REGGIO EMILIA. Zero fronzoli. Idee chiare. E l’intima soddisfazione «di essere partito da così in basso, di essere partito da uno sconosciuto paesino di montagna del Bresciano, Pisogne, e di aver salito tutta la scala. Soddisfazione per me e per la mia famiglia che mi ha sostenuto».
Con parole di sostanza, prima che di maniera, Devis Cagnardi s’è presentato ieri nella sua nuova veste di head coach della Pallacanestro Reggiana.
E la panchina biancorossa, nel suo percorso partito dai bambini della Scuola Basket Reggio, è sì un punto d’arrivo, ma anche un interessantissimo punto di partenza.
Per lui e per la Grissin Bon.
Cagnardi è «l’uomo della continuità», quello che, Ferrarini dixit, «raccoglie il testimone di Max Menetti, inserendosi in un contesto preciso seguendo una logica di valorizzazione delle risorse interne».
Lo raccoglie il testimone di Menetti, ma dall’ex coach in realtà è lontano anni luce.
Per stile e per contenuti.
Accarezzato dalle parole al miele della presidente che ne esalta la «serietà e la dedizione al lavoro, la grandissima competenza tecnica», il nuovo coach non lascia uscire l’emotività neppure quando la Ferrarini racconta «delle notti intere che ha passato a lavorare per preparare partite nei momenti topici delle stagioni» e lo dipinge «infaticabile nello spendersi giorno e notte» per la causa.
Impassibile pure quando il ds Alessandro Frosini ne racconta il «cammino duro e faticoso» che l’ha portato sin lì e no, non esagera, nel parlare per Devis di «sofferenza, perché il lavorare nell’ombra di un capo-allenatore a volte porta anche questo».
E alla fine a lasciar trasparire più emozione, nel presentarlo alla stampa, è proprio il direttore sportivo. Che, con gestualità e parole, fa comprendere al volo che il feeling fra i due è grande.
«Ho imparato ad apprezzare Devis già quando ero un giocatore e in lui ho la massima fiducia – spiega “Fro” – perché so cosa riesce a trasmettere alla squadra. Gli sarò molto vicino per migliorare ancora nel mio lavoro e nell’aiutarlo, con la mia esperienza di giocatore di alto livello, nel suo».
Poi, zero fronzoli e idee chiare, eccolo il nuovo tecnico della ripartenza.
«È un inizio» premette Devis Cagnardi, 42 anni e un passato da giocatore nelle serie minori. «Ho tanto da dimostrare a tutti, soprattutto a chi mi ha dato questa responsabilità che io sento molto forte, avendo come seconda pelle la maglia della Pallacanestro Reggiana. La grande responsabilità mi dà però a molta carica».
E il suo credo cestistico lo snocciola in modo preciso ed esauriente: «Il gioco di una squadra dipende dai protagonisti, che sono sempre i giocatori. Io sono un allenatore che tiene molto al miglioramento dei propri giocatori. Il miglioramento della squadra passa dal miglioramento dei giocatori. Con loro, il mio rapporto è finalizzato alla crescita individuale e ciò viene molto apprezzato. Il lavoro, in quanto tale, è fatto anche di autorità, di tensioni e di distanze che però possono creare anche delle affinità particolari», rimarca serissimo.
Ma tutto questo self control sfumerà quando il gioco si farà duro?
«Sono un uomo cui anche al di là del basket piacciono i momenti di pressione. Un uomo cui piace vivere momenti importanti. Sentire è una parte molto bella del nostro lavoro. Vedremo quando ci saremo».
Idee chiare. Zero fronzoli.
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