La Reggiana pesca l’ambizioso Siena
Mercoledì l’andata dei quarti, pareggiare non basterà più
REGGIO EMILIA. Il sorteggio di Firenze ha detto che sarà Reggiana-Siena il quarto di finale playoff di Serie C a far scalpitare i cuori dei tifosi reggiani nel percorso verso la finale del 16 giugno a Pescara, dove allo stadio “Adriatico-Giovanni Cornacchia” sarà decisa la quarta squadra ammessa in Serie B l’anno prossimo.
Gli altri accoppiamenti usciti dall’urna sono Viterbese-Sudtirol, Cosenza-Sambenedettese e Feralpisalò-Catania: particolarmente interessante è quest’ultimo poiché la vincente delle due affronterà in semifinale (andata 6 e ritorno 10 giugno) chi avrà la meglio tra granata e bianconeri.
Anche in questo turno si gioca sulla distanza dei 180’ ma con i soliti vantaggi per la testa di serie, ovvero gara di ritorno in casa e qualificazione a parità differenza reti nei due incontri. Praticamente quello che ha giovato alla Regia nella doppia sfida con la Juve Stabia (0-0 e 1-1) ma stavolta sarà il Siena –classificatosi secondo nel girone A- a godere di questa possibilità costringendo gli uomini di mister Eberini a vincere almeno una delle due partite, meglio se con un buon scarto di marcature.
Si gioca mercoledì 30 maggio al “Città del Tricolore” e domenica 3 giugno all’“Artemio Franchi” sempre alle ore 20.30. Se la formazione toscana sia stata o meno un incrocio benevolo ce lo dirà il campo, di certo non passano inosservate le quattro squadre, su otto finaliste, provenienti dal girone B dei granata, quasi a testimoniare come anche quest’anno Bovo e soci siano capitati nel raggruppamento più competitivo della terza serie.
Inoltre vien da pensare alla cavalcata playoff dell’anno scorso: dopo aver affrontato -e superato a fatica- in casa il primo turno con un’avversaria di girone arrivò la Juve Stabia e superati i campani –sempre con gran fatica- la truppa del patron Mike Piazza fu chiamata all’impresa Livorno, guarda caso a pochi chilometri dall’attuale destinazione, ma superata. Che sia di buon auspicio? Non sarà facile perché sappiamo come la triade tecnica debba fare i conti con un organico decimato da infortuni, squalifiche e con diversi giocatori diffidati mentre gli uomini guidati da Michele Mignani riposano dal 6 maggio, ultima di campionato, avendo avuto il tempo per recuperare energie e acciaccati vari, oltre a smaltire la delusione per una promozione diretta che sembrava quasi fatta.
Partiti a settembre per disputare una stagione ambiziosa hanno pagato l’ottima partenza dei labronici che a metà stagione sembravano aver già ammazzato il torneo, poi un grande recupero ed il sorpasso fino allo scontro diretto perso contro l’allora undici di Luciano Foschi. Poi tre sconfitte nelle ultime sei giornate e classifica finale a -1 dalla capolista. Non è una squadra che ama pareggiare, solo 7 volte, e sa vincere sia in casa che fuori, ben 20 volte, 9 le sconfitte. Le due piazze non si incrociano in campionato dal 14 maggio del 2000, ultima giornata e sempre in C, coi toscani freschi di festeggiamenti per la promozione in Cadetteria e vinse 1-0 la Reggiana con gol di Ciullo. Per il Siena era l’inizio di un periodo d’oro coronato anche da nove stagioni in massima serie, con nomi di spicco tra i giocatori ed in panchina un certo Antonio Conte, prima del fallimento nell’estate 2014 e la conseguente ripartenza dalla Serie D, campionato dilettantistico vinto al primo tentativo e da allora tornato in Serie C ma sempre in gironi diversi dai granata. Ex di turno Matteo Solini, gli elementi di spicco sono Dossena, Sbraga, Iapichino, Vassallo, Guberti e Marotta.
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