Sulla società restano tutti i dubbi Fassone: «Ma il mercato si farà»
MILANO. La paura di essere esclusi dalle coppe, lo spinoso rifinanziamento e una ricapitalizzazione di 40 milioni entro il 30 giugno: sono tanti i nodi per Yonghong Li. Elliott monitora, Fassone...
MILANO. La paura di essere esclusi dalle coppe, lo spinoso rifinanziamento e una ricapitalizzazione di 40 milioni entro il 30 giugno: sono tanti i nodi per Yonghong Li. Elliott monitora, Fassone cerca di rassicurare ma ammette le difficoltà nel restituire al fondo il prestito-ponte da 303 milioni. «Non credo - spiega l'ad rossonero - che sul rifinanziamento possa esserci una accelerazione in tempi brevissimi. Il debito del Milan è più semplice, quello della holding più complesso: se ci fosse una schiarita su questo, il rifinanziamento del Milan sarebbe rapido». Il CdA di ieri ha sistemato l'ordinaria amministrazione ma non ha risolto i problemi: approvata la trimestrale necessaria per l'iscrizione, restano nubi e dubbi sulla proprietà, pietra della scandalo nelle 22 pagine di dispositivo con cui la Uefa ha negato il Settlement Agreement al Milan e nuovamente in ritardo sul versamento di una tranche da 10 milioni dell'aumento di capitale. «La sentenza Uefa - assicura Fassone - non sarà così determinante per il mercato. Se il Milan dovesse essere escluso dalle coppe, il budget per gli acquisti sarà ridotto. Non compreremo ancora undici giocatori, arriveranno i due o tre colpi necessari».
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