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Della Valle, quattro anni da testa quadra

di Andrea Montanari
Della Valle, quattro anni da testa quadra

Il film delle magiche stagioni dell'azzurro in biancorosso

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REGGIO EMILIA. Archiviata la stagione sportiva e con gli occhi rivolti al futuro, la Grissin Bon riprende la ricerca dei volti che caratterizzeranno il futuro della società.
Giovani e conosciuti alcuni, come Candi e De Vico, altri ancora da scoprire e da far scoprire ai tifosi reggiani.
Chi è entrato nel cuore dei supporter biancorossi e lo ha fatto per restare è Amedeo Della Valle. A poco più di due settimane dalla sua ultima partita con il numero 8 sulle spalle, è sempre più chiaro quanto l’addio dato a Reggio Emilia sia un saluto alla maglia ma rappresenti un “sempre presente” nello spirito della città e nella sua voglia di respirare sport.
Chi è diventato un simbolo di entusiasmo e passione come Della Valle ha fatto, non lo si dimentica. Chi, cappellino in testa fuori dal campo e punti nelle mani sul parquet di gioco, è riuscito a coinvolgere tifosi di ogni età e ne ha avvicinati al basket di nuovi è destinato a lasciare il segno.
Quattro stagioni da protagonista e tanti trofei in bacheca. Dall’Eurochallenge del 2014, pochi giorni dopo il suo rientro in Italia, alla Supercoppa del 2015 vinta da Mvp passando per due finali scudetto e una semifinale di Eurocup.
Un percorso fatto di lavoro e sacrificio che lo vede guadagnarsi minuti dalla stagione 2014/15. Nella seconda trasferta stagionale a Varese arrivano 32 punti in 43’ nella vittoria al terzo supplementare sui lombardi. È quello che ancora rimane il suo record in serie A ed è il primo immediato squillo di tromba nel campionato italiano. Amedeo c’è, da subito. Alcuni ventelli e le prime apparizioni in quintetto, ma a segnare il suo arrivo tra i grandi del torneo sarà la serie finale. Della Valle sale di ritmo e dimostra non solo perfetta sintonia con il livello di gioco, ma grande feeling con le emozioni e l’agonismo dei momenti decisivi.
Le sue flessioni sul parquet del Bigi sono uno dei simboli della finale scudetto con Sassari. Sul finire del terzo periodo di gioco di Gara 5 Della Valle controlla un pallone vagante a metà campo e subisce fallo. A terra, prima di rialzarsi, si piega sulle braccia una, due, tre, quattro volte. La sua personalità, la voglia e la carica sono racchiuse in un unico gesto. Dopo la vittoria nella quinta gara della serie, i biancorossi volano in Sardegna dove escono sconfitti dal sesto incontro. Al termine della sfida, i tifosi sassaresi si dispongono ironicamente nella lunetta di centrocampo e riproducono in massa il gesto delle flessioni. Amedeo risponde con il sorriso.
Esce il campione che è in lui, l’uomo che possiede e governa lo spirito da sportivo che consiste nell’infliggere il colpo e talvolta nell’incassarlo. In un momento di grande tensione, con il match point per lo scudetto appena sfumato, la reazione del giocatore diventa una delle immagini più belle del finale di stagione.
La storica Gara 7 del Bigi vedrà sfuggire dalle mani uno scudetto che dopo una cavalcata da sogno nessuno poteva immaginare non cucito sul petto dei biancorossi. Non è la fine, anzi, è solo l’inizio. Con quelle flessioni si rinforza e si rialza. L’anno seguente inizia con la Supercoppa e il titolo di Mvp quando la carta d’identità segna da pochi mesi 22 anni. Aumentano le presenze nei cinque di partenza e raggiunge la doppia cifra di media nei punti realizzati sfiorata di poco nella stagione precedente. Insieme a questi traguardi personali, Della Valle raggiunge un’altra finale scudetto e vive la prima esperienza in Eurocup. La delusione per lo scudo mancato, il secondo, non frena ma alimenta la sua progressione.
La stagione 2016/17 lo prepara al definitivo salto di qualità. Elemento inamovibile del quintetto di Menetti, Della Valle chiude la stagione con 15.2 punti di media e più del 40% da tre punti guadagnando con la squadra un’altra presenza in Final Eight di Coppa Italia e la terza qualificazione consecutiva ai play off. Segue l’estate con voci che lo vorrebbero lontano da Reggio, in Italia o in Europa. Amedeo sceglie, di nuovo, il biancorosso. Sembra avere un conto in sospeso, sembra voler mostrare a chi l’ha scelto e valorizzato il frutto del percorso fatto insieme.
Nello sport come in natura, o cresci e ti evolvi, migliori, oppure soccombi. Ed ecco che Della Valle è al lavoro costante tra Reggio Emilia e la Nazionale per migliorarsi in tutti gli aspetti del gioco. Da puro tiratore dall’arco, Amedeo aggiunge al repertorio una vasta gamma di movimenti. Palleggio arresto e tiro, affidabile penetrazione con entrambe le mani, capacità di assorbire i contatti nel finalizzare e una proprietà di palleggio che permette il suo utilizzo in cabina di regìa.
Per la prima volta con la responsabilità di una squadra sulle spalle che lo cerca e lo vuole nei momenti chiave, Della Valle è leader in Italia e in Europa diventando il simbolo della Grissin Bon.
È il momento. Lo ha detto indicando il polso al Bigi a due minuti dalla fine della terza gara con lo Zenit San Pietroburgo, uno dei suoi tanti istanti di strapotenza cestistica visti in via Guasco. La bomba ha appena messo in ghiaccio la partita e lui ha deciso che è l’ora di spingere sull’acceleratore. E così sarà. Giù in apnea verso un finale di stagione emozionante che, risolti i guai alla schiena, ha l’unico neo di non vedere i biancorossi qualificati ai playoff. È il suo momento e continuerà, ma altrove.
L’esperienza americana a Ohio State lo rende un compagno prezioso per i giocatori arrivati in Europa da oltre Oceano. Il suo carattere apparentemente silenzioso è in grado di tramutarsi in pochi istanti in una personalità dai gesti e dalle parole coinvolgenti. Un simbolo di Reggio e del suo amore per il basket, legame che Amedeo stesso ha contribuito a rinvigorire.
Cresciuto nella società e insieme alla società biancorossa, ha dato un apporto fondamentale per scrivere le sue pagine di storia più recente.
Milano lo aspetta, ma Reggio non dimentica e ringrazia. Per chi lo ha conosciuto da vicino, un ragazzo di valori e di valore. Per chi lo ha fatto da più lontano, un ragazzo diventato campione.

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