La favola di Gabriele Faccia, da Reggio Emilia alla A danese
Il 27enne reggiano è il preparatore atletico del Vejle Boldklub di Adolfo Sormani: «Mi ha chiamato che ero in Sardegna, ho accettato in una notte e sono volato là»
REGGIO EMILIA. Dagli esordienti della Galileo alla promozione alla serie A danese. È la bella storia di Gabriele Faccia, 27 anni, di Reggio Emilia preparatore atletico con un recentissimo passato di allenatore di baby calciatori. Gabriele è reduce dal trionfo della squadra per la quale, quasi un anno fa, ha scelto di lavorare. Una squadra che è a migliaia di chilometri da Reggio Emilia. Si tratta del Vejle Boldklub, sodalizio che fino a poche settimane fa giocava nella serie B danese. Ma dal prossimo anno Faccia sarà con l’allenatore - Dodo Sormani, anch’egli italiano - alla guida di un club della massima serie danese.
Pochi giorni fa, infatti, il Vejle Boldklub - una squadra che ha avuto tra le sue stelle una bandiera del calcio danese come Alan Sorensen - ha festeggiato la promozione nella massima serie, centrando uno degli obiettivi della nuova proprietà cinese. Un traguardo eccezionale come eccezionale è il percorso che ha portato Gabriele in Danimarca.
Una storia, quella di Faccia, iniziata meno di un anno fa: «Era il 3 luglio - ricorda Faccia - e non posso certo dimenticare quella data perché è stato lì che è cambiata la mia vita». In quel momento, Faccia era in Sardegna, in vacanza. «Ero con amici, avevo appena concluso l’anno al Sassuolo Calcio e non ero rimasto particolarmente soddisfatto di quella esperienza, al punto che mi stavo interrogando su quel che avrei potuto fare nel futuro. Quella sera però ero ancora con la testa in vacanza e mai mi sarei aspettato quella telefonata». La telefonata era quella di Adolfo Sormani.
«Si presenta - ricorda Gabriele - mi dice che a fargli il mio nome è stato qualcuno al centro tecnico di Coverciano (dove, dopo la laurea, Gabriele ha conseguito l’abilitazione a fare il preparatore atletico per le squadre professionistiche, ndr), mi chiede se sarei interessato a fare il preparatore atletico per la squadra che sta allenando.
Mi dice che è rimasto senza preparatore e che ha bisogno urgente. Gli chiedo qualche giorno per pensarci ma lui mi dice che non ha tutto questo tempo, che ha bisogno di una risposta subito». Gabriele è confuso, passa la notte a rimuginare sulle parole di questo signore non aveva mai sentito prima, telefona ai suoi amici, li sveglia nel cuore della notte, e all’alba ha deciso. «Lo chiamo e gli dico che sto per partire, per raggiungerlo». Inizia una avventura che lui stesso definisce straordinaria: «Una esperienza - spiega - che mi ha arricchito umanamente e professionalmente».
Invero, in questi ultimi anni il suolo del preparatore atletico nelle squadre di calcio ha assunto una sempre maggiore importanza. Nel caso poi di una squadra del campionato danese , poi, ancor di più.
«In pratica - spiega Faccia - è come se si giocassero due campionati: uno da agosto a dicembre e uno, dopo la lunga pausa invernale, da marzo a maggio».
Su Facebook, in tre lingue, Faccia ha ringraziato tutti coloro che gli hanno permesso di fare questa esperienza. Una esperienza che adesso continua con il nuovo campionato nella massima serie. Sempre che il cellulare di questo ragazzo non ricominci a suonare.
massimosesena. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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