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Marta Ferrari bene in Colombia chiude al settimo posto assoluto

di Alessandro Zelioli
Marta Ferrari bene in Colombia chiude al settimo posto assoluto

REGGIO EMILIA. «Sentivo da diverse gare che stavo tirando bene e che il risultato prima o poi doveva arrivare. Non è quello che pensavo, ma mi basta aver chiuso la stagione internazionale con questo...

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REGGIO EMILIA. «Sentivo da diverse gare che stavo tirando bene e che il risultato prima o poi doveva arrivare. Non è quello che pensavo, ma mi basta aver chiuso la stagione internazionale con questo crescendo. Ora mi concentro sui campionati italiani».

Così la spadista reggiana Marta Ferrari commenta il suo settimo posto assoluto nella finale della gara del Circuito Mondiale disputata a Calì, in Colombia, nel fine settimana. Per la 28enne portacolori della Scherma Koala di Reggio, una grande soddisfazione al termine di una stagione internazionale non proprio esaltante.

« La chiusura però è stata col botto _ esclama Marta Ferrari, atleta anche dell’Aeronautica militare e della nazionale di Sandro Cuomo _ anche se il mio obiettivo stagionale non è stato raggiunto. Ambivo a tornare sul podio di una gara mondiale, ma non ci sono riuscita. In Colombia, però, ho veramente sfiorato l’impresa e quindi posso dirmi abbastanza soddisfatta».

Alla fine, a tenere fuori la Ferrari dal podio è stata la spadista ungherese Szasz, 35enne campionessa olimpica nonché numero uno del ranking mondiale. Non esattamente una debuttante, anzi: alla fine l’esperta ungherese ha vinto la competizione e questo ha sicuramente alleggerito la sconfita subita dall’atleta di casa nostra.

« Ho perso 15-13 - dice rievocando quel match - ma lei ha sofferto parecchio. Anzi, andando a leggere il tabellone, sono quella che le ha strappato più stoccate. Una sfida tirata dalla quale sono uscita per merito dell’avversaria che è più brava di me ed è giusto riconoscerlo».

Un cammino stoppato dalla numero uno, non è da buttare. «Infatti. Rimangono però le buone sensazioni mostrate in pedana sia a livello fisico che mentale. Una rincorsa a questa condizione durata una intera stagione me che ora spero di tenere per un po’. Intanto ci sono gli italiani a Milano il 7 e 8 giugno e poi anche alcune convocazioni nella Nazionale che spero tengano conto di questa gara. Sapevo che stavo crescendo e con un paio di guizzi in più nel momento decisivo contro l’ungherese, qualcosa ancora potevo strappare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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