Se Rozzio non recupera si torna alla difesa a tre
REGGIO EMILIA. Porte chiuse, ieri ed oggi, in via Agosti dove Genevier e compagni stanno ultimando schemi e tattiche in vista della gara interna col Siena. Per la Reggiana saranno 180’ di intensità...
REGGIO EMILIA. Porte chiuse, ieri ed oggi, in via Agosti dove Genevier e compagni stanno ultimando schemi e tattiche in vista della gara interna col Siena. Per la Reggiana saranno 180’ di intensità per prolungare quel sogno chiamato Serie B, che passerebbe poi dall’eventuale semifinale tra la vincente del doppio confronto Feralpisalò-Catania e dalla finalissima del 16 giugno a Pescara.
Sono due le tipologie di gioco nelle corde dei granata, 4-3-3 e 3-5-2, ma la maggior discriminante in questa scelta sarà il recupero di un giocatore come Rozzio al centro della difesa, oltre allo stato di forma generale dei giocatori dopo la battaglia con la Juve Stabia di mercoledì scorso. L’ex Pisa però non ha ancora iniziato ad allenarsi coi compagni e sta intensificando il recupero al differenziato insieme agli acciaccati Crocchianti e Panizzi. Si lavora anche per il recupero in extremis di quest’ultimo, almeno per il ritorno di domenica all’Artemio Franchi quando la triade tecnica ritroverà anche gli squalificati Bovo e Vignali, mentre non saranno della doppia sfida né i lungodegenti Spanò e Cesarini (per ambedue stagione finita), né il difensore centrale romano. Le tante defezioni in organico consegneranno a mister Eberini poche alternative nel reparto arretrato e sulla mediana in questo primo round ma attenzione a possibili sorprese: c’è infatti molto ottimismo su alcuni infortunati e se nella rifinitura odierna arriveranno buone sensazioni da Rozzio e Panizzi saranno entrambi convocati. Poi si vedrà, perché stringere i denti in questo momento di emergenza, col pubblico di casa a fare il dodicesimo uomo, potrebbe rivelarsi fondamentale nell’economia del doppio impegno.
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