Jalen Reynolds uomo-mercato non solo in Italia
Basket, sul centro che la Grissin Bon ha lanciato in serie A gli occhi di Olimpia e Virtus ma anche delle big europee
REGGIO EMILIA. Il cielo è il limite.
Il detto americano può davvero essere valido per Jalen Reynolds.
In pochi anni l’ex centro biancorosso è stato protagonista di una crescita notevolissima, in grado di rendere giustizia alle sue impressionanti doti fisiche ed atletiche. E ora, dopo aver brillato in Eurocup guadagnandosi una chiamata dal Barcellona, è diventato uno dei principali oggetti del desiderio del mercato estivo continentale. I limiti sono ancora tanti, soprattutto a livello mentale, ma che si tratti di un giocatore in grado stare tranquillamente nelle aree di Eurolega è ormai palese. Così come sono evidenti i miglioramenti tecnici: il Reynolds arrivato nel febbraio 2017 a Reggio non aveva tutti i movimenti di agilità vicino al ferro visti negli ultimi mesi, né garantiva l’attuale affidabilità dalla lunetta. La Virtus Bologna, che oltre all’Olimpia Milano, oggi è una delle grandi corteggiatrici del lungo, ne sa qualcosa, affondata dal 12/13 dal campo ma soprattutto dal 12/12 ai liberi. Un centro con la fisicità di Reynolds e la mano buona in caso di falli subiti è merce rara.
Il salto è stato davvero ampio: 208 centimetri di muscoli e nervi, è nato alla fine del 1992 in un quartiere turbolento di Detroit, la disastrata ex capitale statunitense dell’automobile. Dopo la high school nella prestigiosissima Brewster Academy, storica scuola di basket del New Hampshire, nel 2012 si guadagna la chiamata a Xavier, college di Cincinnati da vent’anni protagonista ad altissimo livello della Ncaa.
Non tutto gira giusto, anzi, e fra stagioni saltate, denunce e sospensioni Reynolds rimane fondamentalmente un incompiuto, mai in grado di brillare. Così, nonostante il fisico straripante, viene ignorato dal draft Nba. In autunno, Recanati mostra acume e lo tessera per la stagione.
I primi mesi in serie A2 sono altalenanti, con ingenuità e momenti giù alternati a fasi di autentico dominio, in un campionato in cui i lunghi veri sono pochini.
Le cifre sono brillantissime e Reggio, alle prese con tanti problemi sotto canestro, si fa avanti. A inizio 2018 Reynolds diventa un giocatore biancorosso. Il cambio di categoria provoca qualche patema, anche sul metro arbitrale, ma progressivamente i lampi di talento aumentano. In estate la conferma. Questa è la stagione della pur controversa “consacrazione”.
I guai fisici di Cervi lo lasciano unico centro di ruolo, anche se lo spazio è da condividere con Julian Wright, decisamente più a suo agio come 5 da arrembaggio che come 4.
Il copione è sempre quello. Da un lato di gare di abulia, in cui la concentrazione soprattutto difensiva è assente, o scatti di ira che costano falli dolorosi. Dall’altro, partite di quasi onnipotenza, con i rivali mangiati grazie all’esplosività e alla velocità. In coppa con il Galatasaray arriva uno degli apici, bissato da solidissimi playoff a marzo. Dopo l’Eurocup, il coach biancorosso Max Menetti lo tiene a sedere per diversi match di fila, in una miscela di punizione e motivazione. La cura funziona, vista l’ultima gara con la Virtus.
Nel frattempo, gli occhi di mezza Europa si erano già aperti. E il prossimo contratto farà sorridere la famiglia Reyndols.
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