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Zattarin lascia la panchina Lentigione senza mister

di Mara Bianchini
Zattarin lascia la panchina Lentigione senza mister

Serie D, il tecnico veneto annuncia di non aver trovato l’accordo con la società «Il mio è un arrivederci: il paese e questa squadra mi resteranno nel cuore»

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LENTIGIONE. Dopo tre anni ricchi di risultati, soddisfazioni e qualche rammarico il binomio Lentigione – Zattarin si interrompe e dalla prossima stagione il tecnico veneto non ricoprirà più la carica di allenatore che rimane, per il momento, vacante.

«Non ho detto addio a nessuno – spiega Gianluca Zattarin – ma arrivederci perché nella vita non si sa mai cosa può accadere. A Lentigione io sono stato bene e non solo dal punto di vista calcistico».

Sono passati tre anni dalla sua prima apparizione a Lentigione.

«E’ stata dura dire arrivederci a tutti, salutare quelle persone con le quali si sono trascorsi tre anni belli. Ci sono stati momenti difficili ma anche tanti momenti belli che e non lo dico per circostanza non dimenticherò mai».

Cosa ha significato per lei Lentigione?

«E’ stata una esperienza unica e bellissima. A livello calcistico ho trovato una bella organizzazione e una realtà diversa da quella di Este dove sono rimasto per tanti anni. E’ stata la mia prima prova da allenatore fuori dalla mia zona e mi ha dato veramente tanto. Mai però quanto mi hanno dato queste persone da un punto di vista umano. Non si può spiegare e ammetto che fino alla fine sono stato molto indeciso proprio perché persone come queste sono difficili da incontrare».

La proposta fatta non era abbastanza interessante?

«Non è sempre una questione di proposte perché quella fattami è stata molto interessante con un ruolo più ampio. E’ più una questione di esperienze che vorrei fare. Ho avuto alcune proposte molto interessanti che sto valutando e che mi hanno fatto prendere questa decisione. Ciò non toglie che non sia stata una decisione sofferta perché, e lo dico con il cuore, di società come il Lentigione in giro ce ne sono veramente poche. Di persone come il presidente Andrea Benassi e il patron Romano Amadei che anche nelle situazioni più difficili riesce a sdrammatizzare e darti una parola di conforto o a farti addirittura ridere in giro non ce ne sono tante».

Facendo un bilancio di questi tre anni qual è il rammarico più grande?

«Sicuramente quello nel secondo anno di non averci creduto fino in fondo perché siamo stati in vetta per tanto tempo, abbiamo lottato contro tutti, siamo arrivati fra le prime otto della Coppa Italia ma non ci abbiamo creduto abbastanza per fare quel passo in più che avrebbe fatto diventare un sogno, una realtà».

E la soddisfazione più grande?

«Sono state tante. Abbiamo tenuto testa a grandi squadre, giocato partite che non ci dimenticheremo mai in vita nostra e tante altre ma non ce ne è solo una perché i ricordi a Lentigione sono veramente tanti».

Come vorrebbe essere ricordato dai lentigionesi?

«Vorrei innanzitutto ringraziarli di nuovo per tutto quello che hanno fatto per me vorrei essere ricordato come mister ma spero anche come Gianluca la persona».

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