Il reggiano Macca vince lo scudetto delle Università
Il difensore della Scandianese era nell’undici del Cus Parma Superata in finale la squadra dell’ateneo di Brescia
REGGIO EMILIA. Christian Macca è campione d'Italia con il Cus Parma. Il difensore ex Reggiana Berretti e Bagnolese, passato a dicembre alla Scandianese, ha vinto l'oro ai campionati nazionali universitari. Il successo è fioccato in Molise, dopo un'intensa settimana ricca di impegni e soddisfazioni. Da reggiano Macca ha trionfato nelle Olimpiadi Universitarie a livello dilettantistico che si disputano annualmente. «E' stata un'esperienza incredibile - commenta - fino a poco tempo fa non sapevo neppure dell'esistenza di questa avventura. E' stata una gioia immensa, vincendo abbiamo confermato la storica tradizione della squadra: da otto anni, se si escludono le partite decise ai rigori, il Cus Parma non perde un match».
Può ripercorrere il cammino fino al trionfo finale?
«Abbiamo giocato tre partite in cinque giorni, vincere significa essere in ottima condizione sia fisica che mentale. La prima partita è stata vinta contro il Cus Modena (2-1), dove sinceramente non avevamo fatto però benissimo. Già meglio la gara dopo contro il Cus Sassari, vinta 5-2. In finale un'apoteosi, 4-0 al Cus Brescia riscattando la finale persa la scorsa edizione ai calci di rigore».
La “vendetta” è un piatto che va servito freddo...
«La nostra squadra farebbe un figurone in Eccellenza, ma anche il Cus Brescia aveva giocatori sia di Eccellenza che di Serie D. Abbiamo fatto un partitone, giocando a calcio in modo spettacolare. Non sembravamo una squadra messa insieme per l'occasione, ma che giocava insieme da sempre. In porta Reggiani, centrali difensivi io e Bonati, con Pietro ed Opoku ai lati. A centrocampo Roma, supportato da Pessagno ed Abelli. Davanti un gran tridente, con Tommasini, Del Porto e Bedotti. L'allenatore è Del Signore, possono partecipare le università che hanno un Cus».
La vostra è stata comunque un'esperienza a tutto tondo. «Il Cus Parma ha tradizione e disponibilità economiche, a questa manifestazione ci ha sempre tenuto. Anche il soggiorno è stato organizzato in ogni minimo dettaglio, ma non consisteva in un vero e proprio ritiro. Abbiamo fatto le cose per bene, ma ci lasciavano anche liberi. Aldilà delle indubbie qualità tecniche, avevamo creato un bel gruppo. Sia in campo, che fuori. L'edizione scorsa in Sicilia andammo a Catania con l'aereo, per giocare ai piedi dell'Etna su un campo per metà sintetico e per metà in erba naturale. Ricordo anche che Fornaciari e Bonini, miei ex compagni ai tempi della Bagnolese, si allenarono a loro volta addirittura sui campi del Messina».
Lei che facoltà frequenta?
«Scienze motorie, mi sono laureato a Luglio. Sto facendo la specializzazione di tipo magistrale».
Un reggiano che vince con una maglia parmense...
«Gli sfottò degli amici non sono mancati - scherza Macca - ma è stato tutto troppo bello».
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