Mercato condizionato dai nuovi regolamenti
Fra giocatori stranieri e italiani si possono scegliere le formule “5+5” e “6+6” La Grissin Bon dovrebbe optare per la prima cercando di vincere il premio-minuti
REGGIO EMILIA. Tempo di novità per i tesseramenti e gli assetti disponibili per la prossima stagione di serie A di basket.
Cambiamenti di regolamento che anche nel caso della Grissin Bon potrebbe guidare le scelte di mercato, soprattutto sul fronte interno.
Nel 2018-19 le squadre potranno scegliere fra due formule.
La prima è la conferma del “5+5” che prevede 5 stranieri senza vincoli di passaporto e almeno 5 italiani senior tesserati e un totale di 7 visti d’ingresso (il permesso di lavoro, in pratica) per gli stranieri.
La seconda è una novità, il “6+6”, sei stranieri senza vincoli e almeno sei italiani con un totale di 8 visti.
Questa seconda opzione esclude la possibilità di avere i corposi premi legati all’utilizzo dei giocatori italiani, riservati solo a chi sceglierà il “5+5”.
Il pacchetto rimarrà in auge un solo anno per poi mutare lievemente nel 2019-20, quando la serie A aumenterà da 16 a 18 squadre e i visti disponibili scenderanno: saranno 6 per chi usa il “5+5” e 7 per chi andrà col “6+6”, un modo per rendere più “italiano” il campionato.
L’altra grande novità è l’aumento dei tesseramenti disponibili. Sino a quest’anno, ogni società poteva tesserare sino ad un massimo di 16 atleti professionistici (togliendo quindi dal conto Under20 e giovani serie). Dal 2018-19 il totale sale a 18 tesseramenti.
Questi mutamenti, pur non epocali, condizioneranno le scelte di mercato. Milano ad esempio dovrà lavorare in uscita sul pacchetto italiani, oggi davvero troppo denso per lasciare speranze di minuti a tutti. E tanti elementi interessanti, come Fontecchio, Abass e Pascolo potrebbero tornare su piazza.
Reggio è intenzionata probabilmente a proseguire sul “5+5” e a concorrere nuovamente per il premio minutaggio dominato per tanti anni prima dei problemi del 2017/18.
Ma pure in questo contesto si possono scegliere strade piuttosto differenti. A oggi i biancorossi hanno già i 5 italiani minimi – Cervi, Candi, De Vico, Bonacini e Vigori – per cui è solo questione di tempi tecnici. Al mazzo potrebbe aggiungersi Mussini, e la società vorrebbe comunque aggiungere almeno un altro elemento di esperienza.
Con questo assetto, al massimo potenziato da un innesto, è ovvio che buona parte del carico tecnico dovrebbe essere affidato ai 5 stranieri, soprattutto dal punto di vista offensivo. E molti di questi rinforzi dovrebbero essere già rodati, affidabili e magari non digiuni di Italia: inevitabilmente, si andrebbe su fasce di prezzo più alte, almeno per i veterani.
Un eventuale botto sul mercato italiano, però, o l’aggiunta di due giocatori e non di uno solo, potrebbe invece scombinare le carte: con un nucleo “tricolore” più produttivo, sul versante straniero si potrebbe scegliere anche qualche giovane di prospettiva dal costo contenuto, avendo le spalle maggiormente coperte.
Tanto dipenderà anche dal mercato di vertice, e dalle scelte che le società con maggiori risorse faranno in termini di giocatori italiani.
Se Reggio si potenziasse molto in questo senso, almeno per uno fra Bonacini e Vigori il prestito – per farsi le ossa con tanti minuti a disposizione – diventerebbe quasi obbligato.
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