«Non sono qui per accontentarmi della salvezza»
Gli obiettivi di Lauro Bonini, nuovo trainer del Luzzara «Cercheremo di restare nella parte sinistra della classifica»
LUZZARA. Dopo l'ottimo sesto posto conquistato con l'Arcetana nel campionato di Promozione da poco concluso, era chiaro che Lauro Bonini non sarebbe rimasto senza panchina per lungo tempo: infatti, dopo non essere stato riconfermato in biancoverde, il trainer albinetano ha trovato l'accordo con l’ambizioso Luzzara. «Il club presieduto da Fausto Filippini mi ha cercato con entusiasmo e convinzione – spiega il nuovo timoniere della formazione zavattiniana –. Tuttavia, sulle prime la decisione di accettare l'offerta non è stata così semplice da prendere. Innanzitutto, ho dovuto prendere in considerazione alcuni miei problemi di carattere familiare: tutto ciò senza poi dimenticare l'elevata distanza chilometrica che divide Albinea e Luzzara. Ad ogni modo, fatte le dovute riflessioni, ora sono davvero felice di aver detto di sì: le motivazioni non mi mancano, e alla fine è stata proprio la mia famiglia a spronarmi».
Innanzitutto, Bonini, ci tolga una curiosità: è rimasto in buoni rapporti con l'Arcetana?
«A essere sincero non mi aspettavo che la dirigenza volesse voltare pagina, specie dopo un’annata di così alto livello e ben oltre le attese iniziali. Ad ogni modo, l'Arcetana ha il sacrosanto diritto di fare le proprie scelte: i cambiamenti alla guida tecnica fanno parte dello sport, anche quando sono inaspettati. Auguro il meglio a tutto l'ambiente biancoverde: ora, però, sono concentratissimo fin da ora sulla realtà rossoblù».
Dal Tresinaro al Po: come si sta sulle rive del Grande Fiume?
«Al momento, molto bene. Peraltro Luzzara è una piazza che vive il calcio con particolare enfasi, nella migliore tradizione che caratterizza la Bassa reggiana: un approccio in linea con il mio carattere, che definirei lucidamente sanguigno e passionale».
Secondo una buona parte degli addetti ai lavori, lei è tra gli allenatori con le corde vocali più sviluppate...
«Se ciò è riferito all'atteggiamento che tengo durante le partite, vorrei ricordare che il mio tasso di espulsioni risulta molto inferiore rispetto a quello di tanti altri miei colleghi. Poi, è vero: con i giocatori mi faccio sentire, ma anche le urla del mister sono una componente del calcio: in genere, i tecnici che non urlano almeno un po’sono quelli che non hanno niente da dire».
Che Luzzara vedremo nel prossimo campionato di Promozione?
«L'intenzione di base è quella di effettuare qualche cambiamento mirato, basandosi innanzitutto su ciò che sembra non avere funzionato nei mesi scorsi. Secondo la società, il Luzzara è reduce da una stagione sottotono rispetto alle aspettative: credo che il reparto di attacco sia il primo ad avere bisogno di qualche correttivo».
A cosa punterete?
«La dirigenza nutre ragionevoli speranze di migliorarsi rispetto all’undicesimo posto maturato un mese fa: allo stesso modo, io non sono certo approdato qui per accontentarmi di una salvezza stiracchiata. Al momento, l'obiettivo è albergare stabilmente nella parte sinistra della classifica: i play off sono certamente nelle nostre speranze, ma prima di fare proclami in tal senso dovremo aspettare ancora qualche tempo. Pensiamo intanto ad allestire la squadra e a rimetterci in moto: con ogni probabilità, il lavoro di preparazione scatterà il 16 agosto».
Preferirebbe disputare il girone A o il gruppo B?
«Il girone B sarebbe molto più comodo dal punto di vista logistico. Sotto l'aspetto tecnico, invece, non vedo particolari differenze: la Promozione è sempre la Promozione, sia quando si incontrano avversarie modenesi sia quando si fronteggiano rivali parmensi o piacentine».
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