Notari: «I miei hanno giocato come avevo chiesto di fare»
CORREGGIO. È stata una cavalcata trionfale quella di Stefano Notari che, subentrato a metà stagione al posto di Fabio Lodi, ha portato Correggio in Serie D con una lunga serie di vittorie e un...
CORREGGIO. È stata una cavalcata trionfale quella di Stefano Notari che, subentrato a metà stagione al posto di Fabio Lodi, ha portato Correggio in Serie D con una lunga serie di vittorie e un percorso immacolato nei play-off.
Prima della finale aveva chiesto ai suoi di continuare come nelle gare precedenti, il suo piano partita è stato perfettamente rispettato con una gara caratterizzata dalla corsa e da una difesa molto energica. «I ragazzi hanno giocato come avevo chiesto. Raddoppiavamo sul loro lunghi per non lasciare il tiro, abbiamo avuto solo qualche amnesia nel secondo quarto e l’abbiamo pagata però siamo andati bene a rimbalzo e abbiamo fatto contropiede», spiega coach Notari.
L’inzio con tanti errori al tiro si spiega con la tensione?
«Diciamo che dovevamo carburare ma abbiamo preso sempre buoni tiri giocando con intensità per 40 minuti e alla fine siamo stati premiati per il nostro gioco. Purtroppo hanno fatto fatica a entrare in partita Federico Riccò e Rustichelli ma sapevo che appena ci fossero riusciti c’è l’avremmo fatta» .
Cosa può dire dell’mvp Francesco Riccò che è un 1999 ma ha giocato da veterano?
«Contavo su di lui, il ragazzo ha semplicemente giocato come sa fare».
Come le è sembrata Scandiano?
«Probabilmente hanno pagato l’assenza di Iori. Forse con lui disponibile la gara sarebbe stata più dura ma sono convinto che avremmo comunque vinto. Siamo sempre stati in vantaggio non c’è mai stata storia».
La chiave è stata lo sblocco di Rustichelli e Federico Riccò nel secondo tempo?
«Quando si sono sbloccati siamo riusciti ad andare in fuga in modo definitivo perché Scandiano non era in grado di contrastarli. Quando iniziano a segnare due giocatori così, fanno tutta la differenza del mondo».
Cosa vuol dire questa promozione in Serie D per Correggio?
«È giusto che Correggio torni nel basket che conta» .
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