L’appello di Max e Teddy «Reggiana, noi ci siamo»
«Giudicateci per i risultati ottenuti: perché non possiamo restare?»
REGGIO EMILIA. «Vorremmo che ci fosse riconosciuto il lavoro svolto in questi mesi. Non che si parlasse di noi come due ragazzi, dei reggiani che sono stati buttati lì... che sono simpatici. Due partite si possono vincere per un colpo di culo, le nostre 30 di campionato e cinque dei playoff non sono frutto del caso. Fino al 97’ a Siena eravamo in semifinale e poi con il Catania ce la saremmo giocata. Al netto degli errori commessi, ammesso e non concesso che ne abbiamo fatti, qualcosina abbiamo fatto». Max La Rosa, ospite della Gazzetta di Reggio insieme ad Andrea Tedeschi, rivendica con orgoglio i risultati ottenuti alla guida della Reggiana e ci tiene a fare alcune precisazioni. «Non ho parlato tutto l’anno, ma adesso dico la mia», ha esordito il tecnico, facendo capire che non sarebbe stato uno scambio di battute di circostanza.
La Rosa, Tedeschi. La vostra esperienza sulla panchina, insieme a Sergio Eberini, ha rappresentato una novità.
La Rosa: «I ruoli all’interno dello staff erano distinti e tutti sapevano chi faceva cosa. Non è un problema, non lo è mai stato. Non ci sono mai state difficoltà a gestire tre allenatori. Non c’erano da gestire tre allenatori ma uno staff. Non vorrei che questo diventasse un pretesto. Ognuno può fare le considerazioni che crede, ma non siamo una cosa anomala. Era anomala per come si è verificata, perché non abbiamo il patentino.
Tedeschi: «Anche Ancellotti ha vinto un campionato senza patentino».
La Rosa: «E nessuno parlava di triade».
L’anomalia era che si sapeva che La Rosa era il primo allenatore. Tedeschi il secondo però doveva figurare solo Sergio Eberini. Alla Juve Stabia però era un po’ la stessa cosa.
La Rosa: «Appunto, nessuno ha parlato di triade con loro. Ma è successo ad Ascoli con Fiorin e Maresca, ad Ancelotti con Ciaschini. Che possa essere una situazione anomala ok, ma che questo diventi un pretesto…».
Avete paura dunque che sia una scusa per non riconfermarvi?
La Rosa: «No, parliamo in generale. Dico solo che dobbiamo essere valutati dai risultati, non dalla composizione più o meno anomala della panchina».
Insomma, vorreste proseguire alla Reggiana.
Tedeschi: «Ho letto che è scontato che non resteremo. Perché? Abbiamo fatto così male? A Colella, al Bassano dopo 10 partite hanno fatto un biennale. Zanetti al Sudtirol è stato subito rinnovato: tutto giusto, per carità, hanno fatto grandi cose. E noi? Siamo solo quelli che non hanno fatto giocare Bovo a Siena e dunque abbiamo perso o non abbiamo messo Carlini con il Mestre? Solo questo sanno dire di noi, che siamo il triumvirato per metterci alla berlina? Bisogna essere più equilibrati».
La Rosa: «Si dice che è tornata la passione per la Reggiana? Qualcosa evidentemente abbiamo fatto. L’amore per la Reggiana prescinde da noi, ma qualcosa abbiamo fatto anche noi».
Che rapporto c’è con Eberini?
Tedeschi: «È una persona di una umanità incredibile, al Mirabello si è emozionato non per finta. Ogni tanto ci siamo beccati però ci ha trasmesso quella saggezza...
La Rosa: «Non sono d’accordo sulla saggezza. Direi piuttosto che lui ha un punto di vista diverso dal nostro. Ci dava spunti, era onesto. Gregg Popovich, coach dei San Antonio Spurs, parla dell’arte del dissenso: è fondamentale, altrimenti ci si appiattisce, nessuno ti dice che puoi fare le cose in modo diverso. Sergio ci ha portato un sacco di riflessioni, ha condiviso molto ma ci sono stati momenti in cui ha detto che le cose andavano fatte in modo diverso. Un contributo incredibile».
Un po’ di saggezza a Siena l’ha dimostrata. E’ l’unico a non aver preso squalifiche.
Tedeschi: «Era infortunato (ride, ndr) si era stirato dopo il gol di Altinier…».
Non siete stati presi al corso di giugno a numero chiuso per il patentino da allenatore.
La Rosa: «Non è un problema. Ci riproveremo a settembre, quando in generale si hanno più possibilità».
Riavvolgiamo il nastro. La notte infausta di Siena. Delusione tremenda.
La Rosa: «Non è una delusione. La delusione è se prendi gol all’ultimo secondo, ma fa parte del gioco. Il Marotta di turno mette a sedere tutta la difesa e pareggia, lì c’è una delusione. In realtà ci hanno scippato di un risultato che abbiamo ottenuto meritatamente al 92’. Noi al 97’ eravamo qualificati, la decisione dell’arbitro ha decretato la fine di un sogno. Non so come definirla, qualcosa di molto più grande di una delusione. L’affetto dei tifosi durante il viaggio di ritorno, quando ci siamo fermati all’autogrill e poi al Mirabello. attesta questo. Gli attestati di stima e affetto ricevuti ci rendono orgogliosi».
Difficile digerire quel rigore .
«Mi piacerebbe parlare con il signor Perotti per capire, visto che sono stato squalificato cinque giornate per aver chiesto qual è il motivo del rigore e lui mi ha detto: “Non ti devo spiegare nulla, vai fuori”. Vorrei capire cosa gli è passato per la testa. Non voglio pensare alla malafede perché se no è finita, non ne parliamo più».
L’allenatore del Siena, Michele Mignani, ha detto che se la sua squadra non fosse passata sarebbe stato un delitto e che c’era un rigore nel primo tempo per loro.
La Rosa: «Mignani tira acqua al suo mulino e fa bene. Bisognerebbe però ricordargli che nel calcio non vince chi fa più possesso palla ma chi fa gol. Noi ne abbiamo fatti due all’andata e uno al ritorno».
Ironicamente siete stati definiti una coppia di fatto. La vostra esperienza di mister è ripetibile?
La Rosa: «Io e Teddy ci conosciamo da 15 anni. Abbiamo iniziato a parlare da tempo di come sarebbe stato essere allenatori, le dinamiche di allenamento, la gestione del gruppo. Ci siamo subito piaciuti e abbiamo pensato di poter fare questo mestiere insieme».
Tedeschi: «È un percorso che abbiamo iniziato».
La Rosa: «Non so se faremo una carriera incredibile ma vorremmo provarci insieme. Non siamo un’anomalia, non siamo gli unici. Pensate a Allegri con il suo vice Marco Landucci».
Le cinque giornate di squalifica?
Tedeschi: «Le giornate di squalifica migliori che abbia mai preso. Ho solo detto all’arbitro di vergognarsi».
Alcune scelte di formazione a Siena hanno fatto discutere.
La Rosa: «Abbiamo fatto la formazione che ritenevano opportuna per affrontare il Siena. Ho sentito che Bovo non ha giocato per punizione perché era stato espulso con la Juve Stabia. Io non sono il genitore di Bovo. Sono l’allenatore, abbiamo fatto la valutazione che dovesse partire dalla panchina e dovesse tornare utile nel corso della partita. Dopo le circostanze ci hanno portato a fare altre scelte. Bovo è stato fuori come Carlini, Cesarini, Altinier altre volte, quando abbiamo ritenuto che fosse meglio così. Voi vedete la formazione scritta su un foglio prima della partita, ma tutto quello che avviene prima non lo sapete. Non sapete come stanno, come si sono allenati, se ci sono infortuni.
In Italia siamo tutti allenatori.
La Rosa: «Capisco che sia così, ma quello che disturba è che si parla con sentenze. Non c’è mai il dubbio, non si dice io penso che forse sarebbe stato meglio…Fino a prova contraria siamo gli allenatori della Reggiana e giochiamo per la Reggiana, non contro».
Rimpianti per come avete giocato a Siena?
La Rosa: «Loro il primo tiro in porta lo hanno fatto al 20’. Hanno tenuto molto il possesso palla. L’idea era fargli sfogare per poi poterli colpire».
L’impressione era che però loro potessero segnare da un momento all’altro.
La Rosa: «Abbiamo preso gol da schierati, non è un problema di come giochi. C’è un calcio d’angolo, siamo tutti in area. La rigiocherei così? Rifarei le stesse scelte. Le condizioni in cui ci siamo trovati ci hanno obbligato a fare quelle scelte. Non vedo differenza rispetto a come abbiamo giocato Castellamare di Stabia».
Siete stati catapultati in prima squadra. Subito non deve essere stato facile rapportarsi con i giocatori.
Tedeschi: «È stato problematico il primo giorno, c’era il tira e molla con Dellas. Ma dopo si sono messi a disposizione, con le idee e il dialogo sono stati convinti a fare quello che sul campo hanno poi dimostrato. Hanno acquisito tanta convinzione nei loro mezzi, che era ai minimi termini. Abbiamo trovato una squadra mentalmente e fisicamente allo sbando.
Se foste stati in panchina dalla prima giornata avreste vinto il campionato?
La Rosa: «Da quando siamo subentrati noi fino al Mestre avevamo una media punti superiore al Padova. Quindi è un dato statistico, non so cosa sarebbe potuto accadere prima. Nelle 30 partite che abbiamo fatto noi siamo finiti davanti al Padova. Alla nostra gestione rinfacciano Salò o Fermo, ma quelli sono episodi che in una stagione possono succedere. La parte iniziale che ci manca toglie la possibilità di far male a Salò o Fermo».
Tedeschi: «La squadra ha fatto quattro punti in sette partite all’inizio e poi con l’esclusione del Modena ce ne hanno tolti tre».
Vi aspettate un confronto con la società?
Tedeschi: «Intanto vogliamo ringraziarla e spero che Mike Piazza e Alicia restino per il bene della Reggiana. Noi li ringraziamo per la fiducia che ci hanno accordato in questi mesi. Quando lo riterranno opportuno ci comunicheranno le loro decisioni».
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