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Quei gradi conquistati sul campo

di Andrea Munari
Quei gradi conquistati sul campo

I “tre giorni di gloria” dopo l’esonero di Menichini sono diventati otto mesi di bel gioco e risultati

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REGGIO EMILIA . Una stagione terminata con una delusione tremenda con l’eliminazione ai quarti di finale dei playoff in casa del Siena, ma allo stesso tempo una stagione che Max La Rosa e Andrea Tedeschi non dimenticheranno facilmente. La prima per entrambi sulla panchina della prima squadra granata dopo aver iniziato la stagione alla guida della Berretti e, per Max La Rosa la prima tra i professionisti.

I due allenatori reggiani, insieme a Sergio Eberini, sono stati il simbolo della rinascita della Reggiana nella stagione che si è conclusa pochi giorni fa nel ritorno dei quarti.

Hanno preso in mano una squadra terzultima in classifica e l’hanno portata fino a lottare per il primo posto.

Arrivati sulla panchina granata a inizio ottobre, dopo la sconfitta casalinga per 2 a 0 contro la Sambenedettese e il conseguente esonero di Leonardo Menichini i due tecnici hanno iniziato questo percorso come traghettatori. Erano loro stessi ad essere consapevoli che la loro avventura sarebbe dovuta durare solamente pochi giorni, giusto il tempo di sistemare tutti i dettagli con Dellas, l’allenatore voluto dall’ad Philipakos e che nel frattempo in quei giorni risiedeva all’Hotel Airone. «Sono i nostri tre giorni di gloria», aveva scherzato Andrea Tedeschi.

Il mancato accordo su alcuni dettagli economici ha poi fatto saltare la trattativa tra il club granata e l’allenatore greco, con Max La Rosa e Andrea Tedeschi che da semplici traghettatori sono diventati dei seri pretendenti a prendere in mano le redini della squadra.

Squadra che nel frattempo stava iniziando a cambiare faccia sul terreno di gioco. I pochi giorni da allenatori sono diventati settimane, in attesa che la società prendesse una decisione definitiva. Decisione che ha portato alla conferma di Max La Rosa e Andrea Tedeschi, con l’inserimento nello staff di Sergio Eberini, titolare del necessario cartellino. E i risultati conquistati sul campo hanno premiato questa scelta. Sotto la loro gestione la Reggiana ha disputato 30 partite in campionato conquistato 52 punti e ai playoff la corsa dei granata si è fermata al 98’ dei quarti di finale.

Oltre alla conferma dei tecnici reggiani sulla panchina granata anche tutto il lavoro dello staff necessario per affrontare al meglio un campionato professionistico è stato fondamentale: «Damiano Bertani faceva il match analyst – ha sottolineato Max La Rosa – guardava con noi le partite e si occupava dell’analisi degli avversari. Ci metteva a disposizione quattro o cinque partite dell’avversario che avremmo affrontato, da cui noi estrapolavamo le caratteristiche principali». «Facevamo vedere alla squadra tre video – ha proseguito Andrea Tedeschi – uno della nostra gara appena giocata e due sugli avversari, uno sulla fase offensiva e uno su quella difensiva».

Andrea Tedeschi nel corso di questa stagione è stato l’uomo dei calci piazzati, un pozzo di conoscenza di tutte le caratteristiche delle formazioni avversarie su ogni situazione. «Abbiamo sempre cercato di non trascurare nulla – ha affermato Tedeschi – cercando di studiare le contromisure giuste. Tra l’altro alla rifinitura prima di Siena Lombardo si è infortunato proprio battendo un calcio d’angolo perché sapevamo che i nostri avversari avrebbero cercato la battuta lunga sul secondo palo».

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