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«Il mio futuro? Adesso mi godo la promozione»

«Il mio futuro? Adesso mi godo la promozione»

Volley: Stefano Levoni, allenatore della Boschi, ancora in pieni festeggiamenti per la conquista dell’A2

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CAMEPEGINE. Durante i festeggiamenti nel dopo partita di Porto Viro il vice presidente della Polisportiva Campeginese, Roberto Rozzi, lo aveva simpaticamente ribattezzato “Levasco” e si scherzava sul fatto di intitolargli una statua davanti al palaKomodo: omaggio più che doveroso per l'allenatore della Boschi Campegine, Stefano Levoni, alla quarta promozione in carriera, la terza a Campegine, che in appena due anni è riuscito a completare la “storica” doppia scalata dalla serie C alla A2 mai toccata prima d'ora a queste latitudini.

Si aspettava di ottenere la promozione?

«Che il nostro obiettivo fossero i playoff era chiaro fin dall'inizio poi, una volta conclusa la regular season, sapevamo sarebbe stato difficile perchè ti ritrovi contro compagini dello stesso livello: dopo Prata il clima non era dei migliori ma la rimonta in Gara 1 su Ongina la considero il punto decisivo di svolta».

Come avete preparato i playoff?

«C'è stato uno scatto mentale da parte della squadra che ci ha permesso di esprimere le nostre massime potenzialità. Abbiamo avuto la forza di non demoralizzarci e scoraggiarci all'indomani del ko con Prata che poteva lasciare strascichi pesanti».

Quali sono state le qualità principali del gruppo?

«Ringrazio di cuore il ds Alessandro Grossi che mi ha messo a disposizione una squadra costruita bene non solo sotto l'aspetto tecnico ma anche caratteriale e dal grande valore umano. Da un lato c'erano diversi elementi più esperti ed abituati a giocare certe partite e dall'altro tanti ragazzi giovani dal grosso potenziale che sono riusciti a tirar fuori le migliori qualità. Una menzione particolare la vorrei dedicare al capitano Corrado Ferrari e al “veterano” Gabriele Bulgarelli per aver svolto egregiamente il ruolo importantissimo di uomini spogliatoio».

Cosa significa per lei aver condotto Campegine in A2?

«Ho raggiunto il miglior traguardo possibile per un allenatore non professionista e lo potevo fare solo in una piazza come Campegine dove ci sono le condizioni e le persone giuste per farlo. Tra queste ci tengo a ringraziare il vice presidente della Polisportiva Campeginese, Roberto Rozzi, il vero “deus ex machina” del settore pallavolo della Polisportiva».

Ha già pensato al futuro?

«Ora è talmente tanta la soddisfazione che me la sto ancora godendo, il futuro può esser aperto a qualsiasi strada che per me andrebbe bene lo stesso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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