Reggiana, ora il rischio è la fuga dei giocatori
L’incertezza allontana i calciatori a fine prestito e insinua dubbi nei tesserati. La programmazione tecnica è comunque destinata a partire in ritardo
REGGIO EMILIA. Da quando martedì i Piazza hanno annunciato di aver messo in vendita la Reggiana il primo pensiero dei tifosi è la sopravvivenza della società, in particolare l’iscrizione al prossimo campionato di serie C.
Però c’è un particolare da non trascurare, anche se ora è ovviamente finito in secondo piano, ed è la squadra e la programmazione tecnica. Genevier e compagni hanno saputo arrivare anche quest’anno a breve distanza da un sogno che si chiama serie B, inseguito da due decenni. Logico che ora i calciatori siano disorientati da questa situazione imprevedibile di stallo, che sta mettendo a rischio persino la serie C se nessuno si farà carico dell’iscrizione al campionato.
Naturalmente nessuno dei giocatori vuole e può rilasciare dichiarazioni in questo momento delicato – in particolare quelli che hanno un contratto per i prossimi anni in via Mogadiscio. Ma si può già dire che i 12 giocatori a fine prestito, in queste condizioni, difficilmente esprimeranno l’intenzione di tornare.
La programmazione sportiva dovrebbe essere già in corso. Quello che è successo nella passata stagione, con almeno quattro mesi regalati alle avversarie per non aver valutato in tempo alcune situazioni, come quella relativa all’allora tecnico Leonardo Menichini, era sicuramente una mossa da non ripetere: invece il protrarsi di queste incertezze societarie non potrà che andare nella stessa direzione. A proposito di Menichi, il tecnico, in scadenza di contratto, è stato scelto per guidare la Lucchese.
Anche nella scorsa estate –ma lo abbiamo saputo solo a novembre in conferenza- Mike Piazza era intenzionato a disimpegnarsi del fardello Reggiana per gli alti costi d’esercizio e questo aveva inciso non poco nel mercato di allora, costituito in prevalenza di prestiti che comunque, risultati alla mano, hanno dato ragione al ds Giuseppe Magalini.
Il problema è che senza input dall’alto anche il ds granata -che ha un contratto di un altro anno non vincolante - è completamente impossibilitato a muoversi.
Per il momento ci sono undici giocatori tesserati che sono pronti a sostenere i colori granata anche nella prossima stagione: una squadra che può ambire ai piani alti della classifica col solo innesto di un portiere.
Ma intanto il tempo passa e domani saremo a commentare ancora queste scelte odierne, che sono difficili da comprendere.
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