Tutti insieme nel nome di Mitchell, la leggenda del basket
Il Professore ricordato da sportivi, medici, giornalisti mentre Marcello Altamura ha raccontato le sue “quattro vite”
REGGIO EMILIA . Questa volta il Panathlon ha fatto canestro: un centro da tre punti. Perché in un colpo solo ha ricordato con affetto un autentico campione che ha esaltato la pallacanestro reggiana, ha fatto rivivere a tanti appassionati le origini e le evoluzioni di una disciplina sportiva profondamente radicata nella nostra città, ed ha coinvolto alcuni fra i principali protagonisti di una attività che da decenni fa onore all’impegno agonistico reggiano.
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L’invito del presidente Roberto Rabitti era per una serata celebrativa in onore di Mike Mitchell.
E così è stato. Il fuoriclasse americano (nato ad Atlanta il primo gennaio del 1956 e scomparso a Sant’Antonio il 9 giugno del 2011) è stato ricordato con una serie di filmati che hanno evidenziato le sue doti atletiche e la sua abilità cestistica (è stato protagonista in campo sino all’età di 43 anni) ma contemporaneamente hanno esaltato la sua figura di uomo capace di cadute e di redenzioni.
Non una ma quattro vite, come titola il libro, presentato in prima nazionale, dello scrittore napoletano Marcello Altamura nel quale viene narrata l’alternanza fra la prigionia della droga e la ritrovata libertà trasformata in esperienza da evitare, come raccontava Mitchell ai tanti giovani che gli sono stati accanto. Una sintesi fra l’esperienza nell’Nba americana, l’inferno di alcool e droga, la resurrezione italiana avviata con la promozione del Brescia ed esaltata dallo strepitoso epilogo reggiano dove ha fatto innamorare generazioni di appassionati e dove ha concluso la sua prestigiosa carriera.
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Perfetta la conduzione dell’incontro affidata all’ex manager biancorosso, ed ex segretario generale della Lega, Alessandro Crovetti, e a quella enciclopedia cestistica ambulante che è Adelmo Tagliavini. Entrambi abili nel chiamare ai ricordi diversi presenti, come il presidente che lo accolse a Reggio Emilia (Enrico Prandi) e chi prosegue ora l’avventura cestistica reggiana (Stefano Landi), chi lo ha talvolta curato (Gianbattista Camurri), chi lo ha avuto accanto (dal giornalista Maurizio Bezzecchi ai tecnici Andrea Menozzi e Giovanni Iori) e chi ne ha un pur lontano ricordo (Giammaria Manghi presidente Provincia).
Alle loro voci hanno fatto eco, attraverso i filmati, le parole di Virginio Bernardi, Federico Buffa, Flavio Tranquillo, Gianluca Basile, Roberto Casoli. Immagini accompagnate dalla musica della canzone americana “Indimenticabile”.
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