Gazzetta di Reggio

Sport

Tutti insieme nel nome di Mitchell, la leggenda del basket

di Luigi Vinceti
Tutti insieme nel nome di Mitchell, la leggenda del basket

Il Professore ricordato da sportivi, medici, giornalisti mentre Marcello Altamura ha raccontato le sue “quattro vite” 

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA . Questa volta il Panathlon ha fatto canestro: un centro da tre punti. Perché in un colpo solo ha ricordato con affetto un autentico campione che ha esaltato la pallacanestro reggiana, ha fatto rivivere a tanti appassionati le origini e le evoluzioni di una disciplina sportiva profondamente radicata nella nostra città, ed ha coinvolto alcuni fra i principali protagonisti di una attività che da decenni fa onore all’impegno agonistico reggiano.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.16993524:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.16993524:1649790030/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

L’invito del presidente Roberto Rabitti era per una serata celebrativa in onore di Mike Mitchell.

E così è stato. Il fuoriclasse americano (nato ad Atlanta il primo gennaio del 1956 e scomparso a Sant’Antonio il 9 giugno del 2011) è stato ricordato con una serie di filmati che hanno evidenziato le sue doti atletiche e la sua abilità cestistica (è stato protagonista in campo sino all’età di 43 anni) ma contemporaneamente hanno esaltato la sua figura di uomo capace di cadute e di redenzioni.

Non una ma quattro vite, come titola il libro, presentato in prima nazionale, dello scrittore napoletano Marcello Altamura nel quale viene narrata l’alternanza fra la prigionia della droga e la ritrovata libertà trasformata in esperienza da evitare, come raccontava Mitchell ai tanti giovani che gli sono stati accanto. Una sintesi fra l’esperienza nell’Nba americana, l’inferno di alcool e droga, la resurrezione italiana avviata con la promozione del Brescia ed esaltata dallo strepitoso epilogo reggiano dove ha fatto innamorare generazioni di appassionati e dove ha concluso la sua prestigiosa carriera.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.16993522:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.16993522:1649790031/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Perfetta la conduzione dell’incontro affidata all’ex manager biancorosso, ed ex segretario generale della Lega, Alessandro Crovetti, e a quella enciclopedia cestistica ambulante che è Adelmo Tagliavini. Entrambi abili nel chiamare ai ricordi diversi presenti, come il presidente che lo accolse a Reggio Emilia (Enrico Prandi) e chi prosegue ora l’avventura cestistica reggiana (Stefano Landi), chi lo ha talvolta curato (Gianbattista Camurri), chi lo ha avuto accanto (dal giornalista Maurizio Bezzecchi ai tecnici Andrea Menozzi e Giovanni Iori) e chi ne ha un pur lontano ricordo (Giammaria Manghi presidente Provincia).

Alle loro voci hanno fatto eco, attraverso i filmati, le parole di Virginio Bernardi, Federico Buffa, Flavio Tranquillo, Gianluca Basile, Roberto Casoli. Immagini accompagnate dalla musica della canzone americana “Indimenticabile”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google