Gazzetta di Reggio

Sport

«Cresciamo studenti e restiamo la miniera della Grissin Bon»

di Andrea Montanari
«Cresciamo studenti e restiamo la miniera della Grissin Bon»

Parla Andrea Menozzi, responsabile del vivaio biancorosso «La simbiosi con la prima squadra è sempre stata costante»

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Il suo è un lavoro costante, svolto con passione e determinazione tra allenamenti e reclutamenti.

Quando parla, con il suo tono di voce pacato, traspaiono immediatamente la competenza e l’esperienza maturate nel mondo della pallacanestro. Andrea Menozzi è il responsabile del settore giovanile biancorosso e rappresenta da quasi trent’anni una delle colonne portanti della società reggiana. Il serbatoio delle giovanili è, infatti, linfa preziosa quasi vitale per il club. La dedizione nella crescita, tecnica e umana, dei ragazzi non può passare inosservata per chi lo conosce e l’ha visto all’opera.

ALTO LIVELLO. I numerosi traguardi raggiunti dalle sue formazioni e i diversi giocatori lanciati tra i professionisti sono solo il risultato più visibile del lavoro che svolge. Il successo più recente. Risale a poco più di una settimana fa il terzo posto della formazione Under 18 alle Finali Nazionali di categoria di Montecatini Terme. Un piazzamento che arriva al termine di un’annata in continua crescita per la squadra di Menozzi. «Alla vigilia della fase finale avrei firmato per un terzo posto, ma dopo aver perso di 5 punti la semifinale con i futuri campioni d’Italia un po’ di rammarico rimane – dice – comunque il bilancio di tutta la stagione è assolutamente positivo. La squadra aveva iniziato il suo cammino con poca consapevolezza, ma dalla fase interregionale si è visto un grande miglioramento. Il Torneo internazionale di Lissone ha fatto vedere ai ragazzi che avevano le capacità di giocarsela ad alto livello da un punto di vista individuale e di gruppo; è stato un passo importante per la nostra annata».

E di momenti chiave i giovani di Menozzi ne hanno vissuti anche al concentramento nazionale quando, dopo il percorso netto nella fase a gironi, si sono trovati di fronte le migliori d’Italia. «Abbiamo raggiunto il top nei quarti di finale contro Trento, una squadra molto ben allenata da coach Marchini e il suo staff – continua – e dopo la sconfitta in semifinale con la Stella Azzurra, i ragazzi sono stati bravi a levare dalla testa la delusione e a recuperare energie per giocare al meglio l’ultima partita che ci ha regalato il terzo posto».

BANCHI DI SCUOLA. Non solo risultati. Perché la formazione dei ragazzi del settore giovanile non passa unicamente dal campo, ma dai banchi di scuola. Ed è la commistione di questi due aspetti a dare maggior valore ai trofei in bacheca. «Non è un lavoro facile perché la crescita passa attraverso aspetti tecnici, fisici e mentali – commenta Menozzi – in quanto alcuni riguardano il giocatore, alcuni il ragazzo, altri li toccano entrambi. Il giocatore, però, non si divide dal ragazzo e viceversa. Scelgo di dare loro due messaggio fondamentali: sono prima di tutto studenti che fanno attività ad alto livello, non professionisti in miniatura. E poi cerco di renderli consapevoli del fatto che i problemi si risolvono e non si evitano. In campo come a scuola, basta essere preparati».

TALENTI DA SERIE A. La società. Pallacanestro Reggiana è quella che nel 2015, 2016 e 2017 ha dato più minuti in campo agli italiani. Un dato che non può non toccare da vicino chi si spende a formare giocatori pronti a calcare il parquet tra i professionisti.

«Lavorare a Reggio Emilia aiuta. Qui i ragazzi che lo meritano hanno un’opportunità in prima squadra e questo ci da grande serenità: evidenzia il nostro risultato finale e da stimoli forti ai ragazzi – dichiara – e l’idea per la prossima stagione è quella di avere un rapporto ancora più stretto e sinergico tra settore giovanile e serie A. È un’indicazione molto importante che crea premesse davvero apprezzabili». Con Bonacini e Vigori ormai lanciati tra i pro, i nomi sul taccuino di coach Devis Cagnardi sono quelli di Russel Tchewa Tchamadeu, Alessandro Cipolla e Nicolò Dellosto. «Sono i giocatori che insieme ad Alfonso Zampogna hanno trascinato un gruppo molto giovane sul podio delle Finali Nazional – conferma Menozzi – e sono stati protagonisti nel modo corretto, non da solisti. È giusto che vengano tenuti in considerazione. Per loro questo momento deve essere un punto di partenza e non d’arrivo. Il percorso che struttureranno con il club nei prossimi due anni sarà importante».

LA FILOSOFIA. Il pensiero della società reggiana è da sempre in prima linea per la valorizzazione del settore giovanile e sta ponendo le basi per crescere ulteriormente in questa direzione. «Siamo in fase di ragionamento per quanta riguarda la prossima stagione, mancano solo alcuni dettagli e siamo pronti per formalizzare tutto a breve – continua Andrea Menozzi – e il clima che si respira con la promozione di figure interne ha creato grande voglia di fare. Viene data responsabilità a persone che ora vogliono ripagare la società. Si è creata una motivazione contagiosa davvero stimolante».

RIENTRA? Federico Mussini: Menozzi non si sbilancia sul futuro del talento reggiano, da lui allenato negli Under e che ora potrebbe tornare a vestire la maglia di Reggio Emilia. «Quando smetto di essere loro allenatore, divento il loro primo tifoso – chiude sorridendo il responsabile del settore giovanile biancorosso – e gli faccio i miei complimenti per la promozione appena conquistata con la maglia di Trieste. Sono sicuro che saprà fare la scelta giusta per il suo futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google