Iscrizione o caduta in serie D ma il Mirabello resta tabù
REGGIO EMILIA. Ancora quattro giorni poi sapremo quale futuro avrà il calcio a Reggio. Il 30 giugno scade infatti il termine ultimo per presentare in Lega la documentazione necessaria per l’iscrizione...
REGGIO EMILIA. Ancora quattro giorni poi sapremo quale futuro avrà il calcio a Reggio. Il 30 giugno scade infatti il termine ultimo per presentare in Lega la documentazione necessaria per l’iscrizione della Reggiana al prossimo campionato di Serie C. In allegato devono essere versati i 60mila euro per partecipare al torneo e la fidejussione a garanzia di 350mila euro. Ed è proprio su queste due cifre che ruota la vicenda, poiché la famiglia Piazza vorrebbe che a farsene carico fossero nuovi soci per dare il là all’iscrizione, nuovi partner che a loro volta aspettano di incontrare Mike Piazza per conoscere lo stato della società e le sue volontà future. In questo caos generale, coi tempi sempre più stretti, è lecito approfondire anche scenari diversi perché comunque il calcio reggiano non si fermerà qui, alle soglie di uno storico centenario dalla fondazione.
Se non dovesse arrivare questa benedetta iscrizione, la Reggiana saluterebbe il mondo professionistico, ma si potrebbe comunque ripartire dalla D anche se non con la stessa compagine societaria.
Esiste una remota possibilità di chiedere un declassamento di categoria –come dichiarato dalla proprietà nelle ultime ore-, figurando come se quest’anno la Regia fosse retrocessa sul campo, ma la richiesta è a discrezione del comitato Figc. Inoltre, servirebbero conti in ordine nel versamento dei contributi federali –cosa che pare non essere nelle intenzioni dell’attuale dirigenza- e comunque questa “autoretrocessione” difficilmente sarà concessa nella categoria immediatamente sottostante pertanto significherebbe ripartire dall’Eccellenza, con tutti i giocatori svincolati ed il fardello di eventuali debiti sulle spalle. Invece, in caso di mancata iscrizione –ovvero con perdita del titolo sportivo che la obbligherebbe a ripartire dalla Terza Categoria- e meglio ancora in caso di fallimento, si aprirebbero le porte del famoso art. 52 –comma 10 del Noif, cioè la possibilità di iscrivere in Serie D (o Eccellenza o Promozione) una squadra in soprannumero in rappresentanza della città nella quale è venuta a mancare la squadra professionistica, purché si costituisca una nuova società che si accolli tutti gli eventuali debiti sportivi e federali lasciati dalla vecchia e le cui solidità e serietà vengano garantite dal sindaco. Non si chiamerebbe più AC Reggiana 1919 ma avrebbe comunque un nome di richiamo alla città. Per quanto riguarda l’iscrizione alla Serie D dovrebbe poi sborsare una cifra superiore ai 300mila euro a fondo perduto (che scende a 100mila per l’Eccellenza e si azzera per la Promozione), oltre agli oneri di categoria e fidejussione. Nel caso si dovesse far ricorso all’articolo 52 non ci sono particolari scadenze, anche se è sempre bene accelerare i tempi, perché negli anni scorsi si è assistito ad inserimenti di squadre a metà agosto con i gironi già praticamente fatti. Ipotesi, illazioni, voli pindarici: tutto estremamente aleatorio, tutto pronto per essere spazzato via in un attimo, non appena qualcuno, da via Mogadiscio svelerà le sue intenzioni. Sulla possibilità di iscrivere la Reggiana al prossimo campionato di serie C. Oppure sulla possibilità di cessione di tutto o una parte del pacchetto azionario.
Oppure, anche solo per dire quale sia l’opinione dei coniugi Piazza di fronte alle aperture della Mapei circa il tema della convivenza nel medesimo stadio. La società di Squinzi proprietaria del Città del Tricolore ha spiazzato tutti con una serie di concessioni alla società granata. Concessioni che però attendono ancora una risposta formale da parte dei Piazza. Insomma, gli argomenti davvero non mancano.
Di sicuro c’è che il “soccer” a Reggio non finirà e continuerà a giocare le sue partite interne al “Città del Tricolore”, anche perché in Serie D il Mirabello non sarebbe utilizzabile per mancanza del settore ospiti, con buona pace anche dei tifosi più nostalgici e della stessa Alicia Rickter che, non iscrivendo la squadra in Serie C, non farebbe più comunque parte del nuovo sodalizio reggiano.
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