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Il reggiano Mussini è la chiave del mercato della Grissin Bon

Adriano Arati
Il reggiano Mussini è la chiave del mercato della Grissin Bon

In caso di ritorno del giocatore il club opterebbe per il 6+6 Il play Llompart ancora lontano del ritorno in biancorosso

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REGGIO EMILIA

È Federico Mussini la chiave del mercato Grissin Bon.

Dalla sua scelta dipenderà infatti l’assetto della formazione biancorossa, ad oggi ancora in bilico fra la formula del “5+5”, con 5 italiani e 5 stranieri e la possibilità di concorrere al premio per l’utilizzo dei giocatori cresciuti in Italia, e il “6+6”, 6 italiani e 6 stranieri senza vincoli di passaporto.

L’esterno reggiano ha tempo sino al 10 luglio per decidere cosa fare, se rimanere un altro anno in prestito in una società da identificare o fare ritorno alla base.

Con Mussini in rosa, la Grissin Bon andrà sul 5+5, potendo contare su cinque elementi italiani già testati, ovvero Cervi, Candi, De Vico, il neoarrivato Gaspardo e lo stesso “Musso”.

In caso contrario, i biancorossi andranno con il 6+6, unendo al gruppo i giovani di casa Bonacini e Vigori: Bonacini ha già firmato in primavera il suo primo contratto da professionista, e Vigori dovrebbe siglare a breve l’accordo da “pro”.

Rispetto al passato, nel 2018/19 i premi per i minutaggi italiani saranno decisamente meno corposi. La prima classificata, unendo anche i bonus per l’impiego dei giovani, arriverà a sfiorare i 100mila euro. Cifre ben lontane dai 400mila euro scarsi incamerati dalla Grissin Bon nelle stagioni d’oro del gruppo italiano. Con una posta in ballo ridotta, Pallacanestro Reggiana guarderà con meno attenzione a questo aspetto.

La possibilità di schierare sei stranieri permette di unire veterani costosi a qualche scommessa dall’ingaggio abbordabile, consapevoli di avere comunque quattro italiani solidi e due ragazzi di prospettiva. Il rientro di Mussini (e del suo contratto) permetterebbe invece di asciugare il tutto a dieci elementi.

Il 10 luglio è lontano e la decisione di Mussini per ora è tutta da scoprire. A Trieste lo spazio per lui potrebbe essere poco, visto che i giuliani punteranno su diversi esterni stranieri, e il corteggiamento reggiano potrebbe aver incrinato la corazza di diffidenza creatasi al momento dell’addio.

Nel frattempo si lavora anche sugli stranieri. Per la regia la priorità rimane Llompart, ma a oggi la differenza fra domanda e offerta economica è pesante, e Reggio non intende fare sforzi eccessivi. Un’alternativa abbordabile, infatti, sarebbe già stata individuata e valutata nei dettagli. —





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