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l’ennesimo appello alla societÀ 

«I Piazza non possono tirarsi indietro adesso anche i tifosi in campo»

REGGIO EMILIA. Il tempo passa inesorabile, la data del 12 luglio si avvicina e i tifosi non sanno più quale sarà il destino della squadra della loro città. Francesco Fantuzzi, già rappresentante di...

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REGGIO EMILIA. Il tempo passa inesorabile, la data del 12 luglio si avvicina e i tifosi non sanno più quale sarà il destino della squadra della loro città. Francesco Fantuzzi, già rappresentante di diverse istanze civiche in città, è tra coloro che si sono mobilitati per cercare di salvare la Reggiana “dal basso”. E attraverso i social network Fantuzzi si fa portavoce di un progetto che mira a coalizzare proprio coloro che in questo momento soffrono di più, ovvero i tifosi «Creiamo fin d'ora - dice - un Comitato per la partecipazione popolare, puntando all'azionariato diffuso o a forme di maggiore coinvolgimento, ad esempio incentivando, come sto cercando di fare incessantemente da giorni, l'anticipazione delle somme per gli abbonamenti o in futuro per il capitale. Inutile lamentarsi del cavaliere che viene da lontano, se poi si lascia che ciò accada. Il sindaco, la città - prosegue Fantuzzi - non si rassegnino al fallimento: sarebbe un disastro». Il piano di Fantuzzi è semplice nella sua ineluttabilità: ognuno deve fare la propria parte per evitare il baratro del fallimento alle soglie dei 100 anni di storia granata. a proprietà, o chi ora ne segue gli interessi, deve accettare un compromesso tanto necessario quanto equo: farsi carico di parte dei debiti che essa stessa ha creato con la propria gestione, spendendosi con un professionista per rinegoziare le posizioni scadute. I potenziali acquirenti non possono che fare un ulteriore sforzo, comprendendo che una serie C anche non di vertice è comunque meglio di un campionato dilettanti. I cento sponsor - prosegue Fantuzzi - pur comprensibilmente scottati da questa vicenda, se decideranno di scommettere ancora sulla squadra avranno la città dalla loro parte. E questa, con i suoi appassionati tifosi, non farà mancare, ancora una volta, il suo affetto. Infatti, nel momento della totale incertezza, un fatto è sicuro. Domani i Piazza non ci saranno più, mentre gli appassionati si».

Invero, sul tavolo non restano solo i buoni propositi ma anche i nodi - troppi, ancora - da sciogliere. Per questo occorre soprattutto che i Piazza si siedano attorno a un tavolo con i potenziali acquirenti. —

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