Il popolo del basket alla “Rinaldini” per festeggiare la Torre
Durante la serata, il big Melli rivela che l’NBA può attendere Mussini incerto: «Non so ancora dove andrò a giocare»
REGGIO EMILIA
Una bellissima serata di basket…senza alcun tiro a canestro. È accaduto martedì nella palestra Rinaldini di via Kennedy dove La Torre ha festeggiato – davanti oltre 150 persone - il suo 70° compleanno.
Per l’occasione sono scesi in campo cinque uomini: quattro atleti di rango come Nicolò Melli, Federico Mussini, Andrea Rovatti e Simone Lasagni, e un giornalista, Angelo Costa, che li ha chiamati a mille ricordi, emozioni, sogni e speranze vissuti e da vivere sui rettangoli della pallacanestro.
Tema dell’incontro sono stati in effetti “I valori dello sport” che vanno ben oltre il talento per comprendere anche l’impegno, la responsabilità, il rispetto degli altri. Dunque l’importanza di ciò che insegna la pratica sportiva intesa come aiuto a diventare veri uomini anche nella vita. Qualcuno ha simpaticamente definito La Torre una “parrocchia” formata da appassionati dello sport.
I quattro giocatori reggiani Rovatti e Lasagni, Melli e Mussini hanno simpaticamente raccontato scampoli del loro cammino rinnovando l’invito ai giovani presenti a compiere la scelta dello sport come professione, un “mestiere” che può essere ricco di soddisfazioni ma che richiede totale impegno e dedizione.
La serata è stata aperta dal saluto del presidente grigiorosso Luigi Siligardi che ha citato la forza de La Torre (500 tesserati con altrettanti eventi stagionali) nelle cui fila hanno militato intere generazioni di reggiani. In concreto una scuola per diventare adulti che per alcuni è diventata un modo di vivere.
Dalle risposte che i quattro cestisti hanno dato alle numerose domande sono rimbalzati i nomi di insegnanti e dei miti (da Curry fino a Bryant) e il necessario sostegno delle famiglie dalle quali poi ci si è separati per cercare di rendere reale quel sogno di diventare giocatori spesso coltivato sin da tenera età.
I quattro intervistati – alcune domande sono arrivate anche dal pubblico – con grande disponibilità hanno narrato di traumi ed emozioni, effetti e affetti, stimoli, dell’importanza dello studio, della gioia comunque impagabile di praticare la disciplina preferita.
E alla fine, fuori dai microfoni, hanno risposto ad un quesito sul futuro.
Nicolò Melli resta in quella Turchia che lo ha accolto a braccia aperte rimandando il passaggio nella NBA; Simone Lasagni continua l’esperienza di San Miniato; Andrea Rovatti sembra aver trovato l’America a Cagliari. L’unico ancora in dubbio è Federico Mussini che continua a ripetere: «Non so ancora dove andrò a giocare». —
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