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Clacson, striscioni e gavettoni è guerra fra Leguigno e Casina

Adriano Arati
Clacson, striscioni e gavettoni è guerra fra Leguigno e Casina

Il goliardico derby paesano s’è riacceso con l’eliminazione del team della frazione Gli ultras sconfitti pronti a sostenere il Valestra nello spareggio con i “nemici”

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casina

E guerra sia. Guerra di striscioni, di raid coi clacson strombazzanti, di gavettoni.

Domenica scorsa il Torneo della Montagna ha formalizzato i suoi primi verdetti e regalato benzina all’eterno derby di Casina, quello che vede di fronte Leguigno e il capoluogo.

Leguigno è la frazione più popolosa ed è da sempre orgogliosa della sua autonomia, spesso rivendicata proprio sul campo da calcio grazie ai buoni risultati ottenuti al Torneo della Montagna.

Nel 2018 però tutto è girato storto, il 4 a 1 con la Querciolese ha sancito l’uscita del Leguigno alla fine della prima fase, ultimo nel girone A con un misero punticino.

Il Casina, l’altra formazione “casinese” in ballo, è invece arrivata terza nel girone B e ora attende gli spareggi. Due piazzamenti che hanno scatenato la goliardia dei giovani tifosi del Casina, attorno a cui gravitano il capoluogo e altre frazioni. Una piccola campagna militare, corredata da striscioni e incursioni nel campo nemico nella serata di domenica. Il Casina aveva giocato venerdì mentre il Leguigno, cadendo con la Querciolese, ha ufficializzato l’addio proprio nel pomeriggio domenicale: una vittoria avrebbe invece garantito il passaggio del turno.

Non appena i sostenitori del Casina hanno avuto la conferma della caduta dei cugini, si sono messi all’opera. Nel centro del paese è comparso un lenzuolo con la scritta rossa “Noi col cuore siamo passati… voi coi soldi… rimasti fregati…. Forza Casina”. Un messaggio chiaro inciso nel bianco e nel rosso, colori sociali dello stesso Casina. Richiamo decisamente esplicito alle supposte differenze di risorse economiche disponibili, e ai tanti investimenti fatti negli anni dal Leguigno, sempre attrezzato con esterni di altissima qualità e quindi non a buon mercato.

Il tema è da sempre un nervo scoperto nelle discussioni fra le due squadre, ed è stato sfoderato alla prima occasione. Lo striscione è stato notato anche da alcuni abitanti di Leguigno, che avrebbero pure voluto togliere il lenzuolo. Ma, notati dai locali e “redarguiti”, hanno cambiato idea.

La battaglia era in corso anche altrove, condita da gavettoni Un grande classico del Montagna è l’incursione nel paese rivale a clacson spiegati dopo una vittoria o un tonfo pesante, e in passato anche i sostenitori del Leguigno avevano visitato le zone dei rivali interni dopo i trionfi del Montagna.

Questa volta è toccato ai tifosi del Casina andare in missione a Leguigno, con tappa obbligata davanti al circolo del paese. I leguignesi però erano pronti, e hanno accolto le truppe nemiche con un grande gavettone. Innocuo per la salute, viste le temperature, ma più doloroso per l’animo.

Dopo la ritirata, gli ultras del Casina hanno reagito con un secondo striscione sistemato al “voltone” di Migliara, nella strada che collega proprio Casina e Leguigno: “Bello il gavettone, ma 6 uscito nel girone”, recita la seconda scritta, poi rimossa durante la notte.

Per ora siamo alla tregua, ma nei bar non si parla d’altro. L’unica certezza è che il Valestra ha guadagnato nuovi tifosi temporanei. La formazione carpinetana se la vedrà con il Casina nello spareggio che decreterà l’accesso ai quarti contro il Cervarezza, e decisamente nessuno a Leguigno piangerà il caso di sconfitta dei cugini. —





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