Miselli e Scaltriti sposano la “causa” della Boschi
Il centrale e lo schiacciatore confermatissimi dalla società campeginese Dopo la rinuncia alla A2 si punta comunque a fare un’altra grande stagione
CAMPEGNINE. Il Volley Campegine sceglie la linea della continuità.
Vestiranno infatti ancora la maglia del club della Bassa sia il centrale Andrea Miselli sia lo schiacciatore Riccardo Scaltriti, due tra i principali protagonisti dei successi della passata stagione.
Il progetto di Campegine ripartirà ancora, e non poteva essere altrimenti, dal “Miso” e dallo “Scaltro”, che si aggiungono al terzetto Bartoli, Cordani e Soli, già confermato di recente in blocco.
Un binomio vincente. Entrambi nati nel ’94, Miselli e Scaltriti giocheranno insieme per il terzo anno di fila dopo aver già militato in coppia fin dai tempi delle giovanili e poi in B1 nel 2014/15 tra Anderlini e Casa Modena.
Il loro è un binomio collaudato che è riuscito a garantire un notevole contributo, in termini tecnici e di carica agonistica, nell’ultima trionfale cavalcata fino alla storica promozione in A2.
I progetti. Ora si ricomincerà dalla serie B ma la fame non si è di certo affievolita.
«L'intenzione della società è di rifare una stagione con obiettivi ancora più ambiziosi - spiega Andrea Miselli, che al servizio ribaltò l'esito del secondo parziale nella magica notte di Porto Viro - è un grande stimolo poter continuare a competere ai vertici della categoria assieme ad un gruppo di veri amici dentro e fuori dal campo. È stata un’annata straordinaria e piena di emozioni, culminata in un modo quasi poetico -ricorda- non poteva finire meglio di così. Vincere non è mai scontato, spero di rivivere le stesse sensazioni altre volte in carriera».
Legata in maniera indissolubile a quella di Riccardo Scaltriti, cresciuto proprio tra le fila di Campegine.
Missione raggiunta. «Da quando ho accettato la proposta sentivo una doppia responsabilità perché ci tenevo a dimostrare che quel bambino nato pallavolisticamente da queste parti nel frattempo era diventato un atleta che aveva ancora un grande attaccamento a maglia, società e paese. Penso di aver dato e ricevuto tanto da tutti quanti e siamo riusciti nella missione di coinvolgere un’intera comunità».
Il futuro del numero 10 gialloblù non poteva essere altrove.
«Se ti trovi bene in un posto diventa difficile rinunciarci - spiega - da parte di tutti c’era la volontà di rimanere e basta vedere il numero di persone che hanno partecipato alla festa della polisportiva il 4 luglio per capire quanto il gruppo sia stato compatto, vincente e decisivo. Ora sarà una bellissima prova da affrontare, con la maturità acquisita lo scorso anno abbiamo i mezzi per dire la nostra anche in un campionato ancora più complicato». —
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