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giochi del tricolore 2018 

Le emozioni dei giovani atleti raccontate in un documentario

L.M.
Le emozioni dei giovani atleti raccontate in un documentario

Un gruppo di film maker reggiani ha seguito gli eventi sportivi della settimana Il regista Scillitani: «Raccontiamo il bello di conoscere tante culture diverse»

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REGGIO EMILIA. Si sono conclusi i Giochi del Tricolore, la kermesse sportiva che ogni quattro anni porta a Reggio quasi tremila ragazzi, dagli 11 ai 17 anni, per partecipare a gare e competizioni. Giorni di sport, feste ed eventi non solo nel cuore del centro storico, all’insegna dell’impegno nelle attività fisiche ma anche e soprattutto della tolleranza, del rispetto e del dialogo tra diverse culture.

Ed è proprio in quest’ottica che un gruppo di videomaker reggiani ha seguito la settimana sportiva per realizzare un documentario, sotto la supervisione del regista Alessandro Scillitani.

gli autori. I ragazzi hanno partecipato ai laboratori organizzati, negli ultimi tre anni, da Officina Educativa Partecipazione Giovanile e Benessere insieme all’Università di Modena e Reggio, e hanno deciso di mettere a disposizione il proprio talento e le energie per portare a termine questo progetto. I giovani autori, tutti sotto i 30 anni, sono Martina Ferrari, Lorenzo Paglia, Bettina Zironi, Linda Magnoni, Lorenzo Reverberi, Jacopo Galli, Antonio di Ronza, Chiara Bellesia e Oriana Poeta.

l’idea. Il progetto è stato pensato dal Comune di Reggio con il proposito di stimolare l’unione e la cooperazione tra la città e gli ospiti provenienti da tutto il mondo. «La collaborazione è nello spirito dei giochi – dice Serena Foracchia, assessore alla Città internazionale – e dev’essere un’occasione per vivere in pieno la dimensione internazionale. Abbiamo voluto con forza questo documentario perché seguendo le delegazioni, le persone e le loro storie si riesce a testimoniare cosa significa vivere in modo diretto i Giochi del Tricolore. A maggior ragione se a farlo sono dei ragazzi, in sintonia con altri ragazzi. L’idea è quella di allargare l’esperienza dei giochi ai creativi, insieme ai volontari e agli sportivi».

E il lavoro dei giovani videomaker ha proprio lo scopo di favorire la creatività, come sottolinea anche Raffaella Curioni, assessore all’Educazione e conoscenza: «Due anni fa abbiamo fatto una ricerca per mappare la creatività sul nostro territorio. Ciò che ne è emerso è che a Reggio il “fattore creativo” esiste e come tale ha bisogno di trovare una risposta adeguata. A questo scopo il 20 luglio presenteremo due nuovi spazi pensati proprio per raccogliere talenti creativi: i Chiostri di San Domenico e la San Domenico Factory, nell’ex Officina delle Arti».

la presentazione. Il film sarà presentato in autunno e verrà consegnato anche alle delegazioni protagoniste, ovvero Sudafrica, Cina, Paesi Bassi, Croazia, Stati Uniti, Kenya, Palestina e Spagna. «A Reggio Emilia si sta costruendo una rete di giovani film maker che favorisce sinergie e fa crescere uno sguardo cinematografico – sottolinea il regista Scillitani –. La stiamo provando sul campo grazie ai Giochi del Tricolore, una manifestazione importante vista anche la situazione attuale italiana. Parlare di bellezza nell’incontro tra culture è fondamentale. Tendiamo ad aver paura di ciò che non conosciamo. Raccontando storie, come abbiamo fatto con questo documentario, possiamo capire quanto può essere bello conoscere gli altri». —

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