Le emozioni dei giovani atleti raccontate in un documentario
Un gruppo di film maker reggiani ha seguito gli eventi sportivi della settimana Il regista Scillitani: «Raccontiamo il bello di conoscere tante culture diverse»
REGGIO EMILIA. Si sono conclusi i Giochi del Tricolore, la kermesse sportiva che ogni quattro anni porta a Reggio quasi tremila ragazzi, dagli 11 ai 17 anni, per partecipare a gare e competizioni. Giorni di sport, feste ed eventi non solo nel cuore del centro storico, all’insegna dell’impegno nelle attività fisiche ma anche e soprattutto della tolleranza, del rispetto e del dialogo tra diverse culture.
Ed è proprio in quest’ottica che un gruppo di videomaker reggiani ha seguito la settimana sportiva per realizzare un documentario, sotto la supervisione del regista Alessandro Scillitani.
gli autori. I ragazzi hanno partecipato ai laboratori organizzati, negli ultimi tre anni, da Officina Educativa Partecipazione Giovanile e Benessere insieme all’Università di Modena e Reggio, e hanno deciso di mettere a disposizione il proprio talento e le energie per portare a termine questo progetto. I giovani autori, tutti sotto i 30 anni, sono Martina Ferrari, Lorenzo Paglia, Bettina Zironi, Linda Magnoni, Lorenzo Reverberi, Jacopo Galli, Antonio di Ronza, Chiara Bellesia e Oriana Poeta.
l’idea. Il progetto è stato pensato dal Comune di Reggio con il proposito di stimolare l’unione e la cooperazione tra la città e gli ospiti provenienti da tutto il mondo. «La collaborazione è nello spirito dei giochi – dice Serena Foracchia, assessore alla Città internazionale – e dev’essere un’occasione per vivere in pieno la dimensione internazionale. Abbiamo voluto con forza questo documentario perché seguendo le delegazioni, le persone e le loro storie si riesce a testimoniare cosa significa vivere in modo diretto i Giochi del Tricolore. A maggior ragione se a farlo sono dei ragazzi, in sintonia con altri ragazzi. L’idea è quella di allargare l’esperienza dei giochi ai creativi, insieme ai volontari e agli sportivi».
E il lavoro dei giovani videomaker ha proprio lo scopo di favorire la creatività, come sottolinea anche Raffaella Curioni, assessore all’Educazione e conoscenza: «Due anni fa abbiamo fatto una ricerca per mappare la creatività sul nostro territorio. Ciò che ne è emerso è che a Reggio il “fattore creativo” esiste e come tale ha bisogno di trovare una risposta adeguata. A questo scopo il 20 luglio presenteremo due nuovi spazi pensati proprio per raccogliere talenti creativi: i Chiostri di San Domenico e la San Domenico Factory, nell’ex Officina delle Arti».
la presentazione. Il film sarà presentato in autunno e verrà consegnato anche alle delegazioni protagoniste, ovvero Sudafrica, Cina, Paesi Bassi, Croazia, Stati Uniti, Kenya, Palestina e Spagna. «A Reggio Emilia si sta costruendo una rete di giovani film maker che favorisce sinergie e fa crescere uno sguardo cinematografico – sottolinea il regista Scillitani –. La stiamo provando sul campo grazie ai Giochi del Tricolore, una manifestazione importante vista anche la situazione attuale italiana. Parlare di bellezza nell’incontro tra culture è fondamentale. Tendiamo ad aver paura di ciò che non conosciamo. Raccontando storie, come abbiamo fatto con questo documentario, possiamo capire quanto può essere bello conoscere gli altri». —
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