Romano e Caiti pronti per la Reggiana «Lavoriamo a un progetto di tre anni»
Ieri il summit tra l’ingegnere e il rappresentante degli imprenditori reggiani: «Il budget? Un milione e mezzo all’anno»
«Stiamo lavorando per il futuro della Reggiana, per una nuova società capitalizzata a sufficienza per un progetto di tre anni». Franco Arturo Romano, amministratore delegato di Tecnologia & Sicurezza ieri pomeriggio ha incontrato per due ore Davide Caiti nella sede della società di comunicazione e marketing di via dei Gonzaga. Presenti all’incontro anche Tito Corsi e Sisto Fontanili, che sono stati i primi a prendere i contatti con l’ex vicepresidente del Livorno.
«Dobbiamo limare alcuni aspetti - ha detto Romano al termine dell’incontro -. Poi procederemo con la nuova società. Il budget previsto? Un milione e mezzo all’anno per tre anni».
Davide Caiti in questo progetto rappresenta una decina di imprenditori e sarebbe inoltre coinvolto in prima persona.
Se la cordata di Romano e dei reggiani rappresentati da Caiti è uscita alla scoperto, resta da capire cosa faranno invece gli altri imprenditori di cui si è parlato in queste settimane. Entro domani sarà ufficializzata l’esclusione della Reggiana dal campionato di serie C e a quel punto il sindaco Luca Vecchi procederà a sondare, tramite un bando, i soggetti interessati a costituire una nuova realtà sportiva che possa rappresentare i colori granata.
Intanto i coniugi Piazza ieri hanno incontrato l’avvocato bolognese Mattia Grassani, che sta indicando loro come procedere per evitare di incappare in conseguenze legali. A breve dovrà essere tenuta l’assemblea dei soci della Reggiana, che è stata richiesta dal collegio sindacale. A quel punto i proprietari dovranno decidere se ricapitalizzare la società o metterla in liquidazione.
Intanto ieri sono intervenuti, con una nota le Teste Quadre. «La richiesta di rispetto per l’ A.C. Reggiana 1919 da noi invocata non è stata ascoltata - hanno scritto gli ultras -. Nessuno rinnega le decisioni prese in passato: per come stavano le cose rifaremmo le stesse scelte. Alla famiglia Piazza, nonostante abbia investito più di qualunque altro negli ultimi due decenni, vogliamo dire che in poche settimane sono stati capaci di rovinare tutto giocandosi irrimediabilmente l’affetto e la stima dell’intera tifoseria e della città. Non vogliamo mai più sentire parlare e non è nemmeno gradita la loro permanenza sul suolo reggiano. Ora bisogna guardare insieme al futuro, Reggio Emilia deve rialzarsi trovando quelle risorse che potranno regalare alla città i palcoscenici che merita e tutti noi auspichiamo che il sindaco sappia trovare persone in grado di garantire un futuro degno della nostra storia». —
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