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«Ci serve un elemento con punti nelle mani»

Adriano Arati
«Ci serve un elemento con punti nelle mani»

Devis Cagnardi ha le idee chiare sul mercato della Grissin Bon non vede l’ora di iniziare la sua prima stagione come capo allenatore

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REGGIO EMILIA. «Non dobbiamo fare la corsa su nessuno, una decisione affrettata potrebbe essere sbagliata. Non faremo il passo più lungo della gamba». Predica calma sul mercato il nuovo coach Devis Cagnardi, da poco tornato dalla Summer League Nba di Las Vegas con il ds Alessandro Frosini. E ora alle prese con la scelta dei quattro stranieri con cui completare la rosa. Il tempo non manca, il raduno è fissato fra un mesetto e all’inizio del campionato mancano 80 giorni, anche se ovviamente la curiosità dell’ambiente è alta.

Come è andata a Las Vegas?

«È stata una settimana fitta, divisi fra il guardare direttamente le partite e tutta quella parte di pubbliche relazioni da approfondire e costruire con gli agenti».

Avete visionato elementi interessanti?

«C’erano tanti giovanissimi, sia prospetti Nba sia ragazzi appena usciti dall’università. Difficili per il mercato europeo».

Perché?

«Un conto è un debuttante per l’Europa ma con esperienze da professionista, diverso è il discorso su un ragazzino di 18-19 anni. Non può esserci interesse immediato».

C’erano anche giocatori più adatti a voi?

«Di profili interessanti ce ne sono molti. C’erano giocatori interessanti, mai venuti in Europa ma con 2- 3 anni di leghe americane».

Adesso è il momento di stringere gli obiettivi?

«Dobbiamo chiudere diverse posizioni, con giocatori con efficacia provata ed esperti».

Veterani?

«Esperienza non vuol dire solo un veterano. Ci sono anche elementi di uguale efficacia più giovani».

Sulle caratteristiche tecniche però gli identikit sono chiari?

«Siamo su diversi profili in un mercato difficile e molto competitivo. Abbiamo idee molto chiare, vogliamo trovare i profili giusti, senza dover chiudere squadra subito».

Quindi?

«Quando ci potremo avvicinare alle condizioni giuste al profilo giusto, lo faremo. Ma solo in quel momento».

Si sono fatti i nomi di Neal, Johnson.

«Ci serve un giocatore con punti nelle mani. E il nostro mercato non è facile».

Come mai?

«Non abbiamo una competizione europea. Noi non siamo spaventati, sappiamo dove vogliamo andare, ma vista da fuori cambia. Un giocatore ha la legittima ambizione di fare la coppa».

Altri saranno disponibili.

«Esatto. Non vogliamo fare il passo più lungo della gamba».

Per le guardie la scelta è ampia. Più complesso il mercato dei lunghi?

«I lunghi di qualità sono merce prelibata e in questa fase nel mercato tutti ambiscono al massimo. Non ci sarà posto per tutti nelle squadre di vertice, e ci sarà l’occasione giusta per noi».

Si gioca di attesa?

«Non dobbiamo fare la corsa su nessuno né prendere una decisione affrettata e sconveniente dal punto di vista economico».

Veniamo a lei. Cosa è cambiato?

«È stato un percorso molto dolce, ho cambiato ruolo ma rimango a casa mia, penso di essere uno di quelli da più tempo in società a parte la proprietà».

È casa sua?

«Sento un forte senso di responsabilità verso la mia società, verso le persone che hanno appoggiato mia scelta».

Come si declina questa responsabilità?

«Mi porta se possibile ad essere ancora più attento, dare di più non è possibile perché già prima davo il massimo».

Dall’esterno? Sono arrivati segnali?

«C’è voglia di ripartire e curiosità. È tutta energia quella che ci arriva da fuori». —


 

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