«La grande disparità delle risorse ha trasformato la C in un cimitero»
Vicepresidente di Alleanza Civica «Negli ultimi 16 anni sono fallite 120 società. Il 50% delle promosse in B erano fallite nei 5 precedenti»
REGGIO EMILIA. «Il calcio si è globalizzato seguendone le regole, quindi aumentando le disparità tra top club e “resto del mondo”. A calcio si dovrebbe giocare in due, ma questo calcio atavicamente senza riforme dei campionati e con una crescente iniquità nella distribuzione delle risorse, ha trasformato la serie C in un cimitero». Giacomo Giovannini, ex consigliere comunale e vicepresidente di Alleanza Civica, riflette sulla crisi della reggiana. « Negli ultimi sedici anni sono fallite o non riscritte in quella categoria quasi 120 società, per lo più rappresentanti quei capoluoghi di provincia pieni di storia calcistica e desiderosi di fuggire da quel cimitero. Prova ne è che negli ultimi sette anni ben oltre il 50% delle società promosse in serie B sono espressione di città capoluogo le cui società erano fallite nei cinque anni precedenti (ripulendo quindi i bilanci e favorendo forti investimenti), mentre un 20% sono espressione di società mai state in serie B».
Il calcio, almeno in serie C, è dunque un modello di business difficile da sostenere». «In questo contesto l’intuizione di Dal Cin, con il progetto stadio, era proprio quella di dare sostenibilità al bilancio con entrate aggiuntive e di natura diversa: segnatamente gli affitti del centro commerciale il cui ritardo realizzativo contribuì fortemente al primo fallimento granata. Ed anche questo secondo fallimento è probabilmente in parte dovuto alla vicenda stadio, perché il danno procurato dalla scelta politica di eliminare le clausole convenzionali in favore della Reggiana, senza nemmeno averne chiesto il parere, ha spianato la strada ad un esito diverso dell’asta che proprio la Reggiana aveva chiesto ben prima dell’arrivo del Sassuolo a Reggio. Anche alla luce di ciò, ora che c’è da ripartire, non vi sono più alibi per nessuno: persino Mapei se volesse costruire un rapporto nuovo e diverso con la città ne avrebbe la possibilità».
E sul futuro Giovannini è convinto che «una città che vorrebbe proporsi come guida medio padana, una provincia che ha un fatturato aggregato di 25 miliardi, dovrebbe mostrare più ambizione, partecipazione ed orgoglio, dandosi un’immagine nuova anche nello sport ed in particolare nel calcio, che oggi ha la potenzialità di un ambasciatore globale». —
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