Una Bagnolese più forte con Covili a centrocampo
BAGNOLO La Bagnolese ha affidato le chiavi del proprio centrocampo a Maicol Covili. Classico regista, esperto, classe 1985. Sarà la sua terza avventura nel Reggiano, dopo Castellarano (dove vinse...
BAGNOLO
La Bagnolese ha affidato le chiavi del proprio centrocampo a Maicol Covili. Classico regista, esperto, classe 1985. Sarà la sua terza avventura nel Reggiano, dopo Castellarano (dove vinse la Coppa Italia) e Correggese. Proviene dal Castelvestro, con le ultime due stagioni in D.
«Arrivo in una società che ho sempre seguito» ammette il neo-rossoblù «avendoci spesso giocato contro da avversario. Ovunque ne parlano bene, qui ci sono sempre stati dirigenti e giocatori importanti. L’impatto è stato buono, specialmente con Manfredini. Da giocatore ricopriva il mio ruolo, sotto questo aspetto ci siamo capiti al volo. La Bagnolese mi aveva cercato in passato, questa volta siamo andati fino in fondo. Come compagni avrò anche i miei amici Auregli e Vernia, faremo l'ormai famosa macchinata da Vignola. Ritrovo Farina come a Castelvetro, per la prima volta giocherò con Lionetti che conosco da tempo».
È il classico regista di centrocampo?
«Gioco davanti alla difesa per dettare i tempi alla squadra. Diciamo poca corsa, ma un po’ di buona qualità. Cerco di mettere giù palla per ragionare un attimo, per poi far riprendere l'azione nel miglior modo possibile».
Che impressione le ha fatto mister Gallicchio?
«Ci siamo già incontrati, abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere. Sa il fatto suo, è ambizioso e carico. Anche qui il primo approccio è stato ottimo, sono curioso di scoprire il lavoro sul campo. Possiamo far bene».
Quali gli obiettivi della Bagnolese?
«Fare il meglio possibile, la Bagnolese ha sempre avuto ambizioni e tradizione. Nel campionato scorso è stato sfiorato per un soffio il terzo posto, questo conferma che qui si fanno sempre le cose per bene. La rosa allestita mi pare molto buona, al momento non conosco ancora i giocatori più giovani. Spesso e volentieri sono loro a spostare gli equilibri ma mi pare sia stato creato il giusto mix tra esperienza e gioventù». —
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