Giulia Ascione è la prima reggiana in Nazionale
La 17enne ha preso parte agli Europei Pool B Under18: «In campo al primo inno italiano mi è venuta la pelle d’oca»
REGGIO EMILIA. Giulia Ascione, 17 anni ancora da compiere, ma obiettivi già ben chiari in mente, accompagnati da umiltà e grande determinazione.
La giovane atleta dell’Hockey Prato Città del Tricolore, è appena tornata da Rakovnik in Repubblica Ceca, dove ha avuto il privilegio di far parte della Nazionale U18 femminile per gli Europei Pool B, svoltisi dal 15 al 21 luglio. È una notizia storica per la nostra città e per la società di via Paterlini, ormai prossima ai 60 anni di vita, che da otto anni ha anche il settore giovanile femminile.
Che cosa ha provato quando è arrivata la convocazione?
«È stata un’emozione fortissima, che ho voluto condividere con tutte le mie compagne di squadra e gli allenatori. Più volte negli anni scorsi avevo provato a guadagnarmi una chiamata, e questa volta ci sono riuscita».
Qual è stata la reazione di famiglia e amici ?
«Si sono complimentati con me, ma al tempo stesso mi hanno consigliato di continuare ad allenarmi come sempre, senza montarmi la testa. E mi hanno suggerito di mettere il bagaglio di quest’esperienza al servizio di tutti i membri dell’Hockey Tricolore»
Il bilancio della competizione non è stato positivo per l’Italia, con una sola vittoria contro la Lituania, che cosa vi è mancato?
«Le altre squadre erano più strutturate di noi a livello fisico, soprattutto le nazioni anglosassoni, però non ho notato una grossa differenza a livello tecnico e tattico. Inoltre, molte ragazze erano al primo Europeo e abbiamo pagato anche un pizzico di emozione: al primo inno ci è venuta la pelle d’oca e quasi le lacrime agli occhi».
Le problematiche alimentari hanno messo ko molte di voi. Cosa è successo?
«Siamo state colpite da un virus, dovuto principalmente a cibo e acqua. Io ho giocato tutte le partite a parte l’ultima perché non ero in condizione. Due persone al giorno di media non stavano bene».
Qual è il segreto per conciliare sport e studio?
«Sono in quarta al Bus Pascal, indirizzo relazioni internazionali. È molto importante sapersi organizzare e fare dei sacrifici».
Quanto ha influito la società e dell’allenatore per il tuo miglioramento?
«Una buona parte, perché senza Paolo Grazioli e lo staff non avrei raggiunto questo traguardo».
Il sogno nel cassetto?
«La maglia della nazionale maggiore. Un passo alla volta però. Il prossimo obiettivo è il Pool A dell’Under 21 l’anno prossimo, e farò il possibile per guadagnarmi il posto. Ora però mi riposo prima di riprendere a fine agosto».
Paolo Grazioli allenatore della società reggiana ha accompagnato la Nazionale U18 in Repubblica Ceca: «Anche da parte nostra c’è grande soddisfazione per Giulia - ha affermato - il merito però è principalmente suo, ma essendo uno sport di squadra i meriti vanno divisi tra tutte le componenti». «Alleno Giulia da cinque anni, insieme a German Chaves - ha proseguito - e come società siamo crescita, otteniamo ogni anno finali e risultati importanti, e altre ragazze si stanno mettendo in evidenza, come Giulia Del Bue, classe 2000, appena rientrata da un anno in Cile». —
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