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Superato l’esame Casina ora il Cervarezza intende proseguire la corsa La squadra del crinale vuole conquistare la seconda finale in tre anni 

Ferrari sprona i suoi «Ora conta solo vincere ma dobbiamo crescere»

Roberto Tegoni
Ferrari sprona i suoi «Ora conta solo vincere ma dobbiamo crescere»

qui cervarezzaRoberto Tegoni /cervarezzaIl Cervarezza di Alessandro Ferrari ce l’ha fatta. Battuto il Casina 3-1, domenica sfiderà la sorpresa Querciolese di Guido Gilioli in semifinale, per andare...

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Roberto Tegoni /cervarezza

Il Cervarezza di Alessandro Ferrari ce l’ha fatta. Battuto il Casina 3-1, domenica sfiderà la sorpresa Querciolese di Guido Gilioli in semifinale, per andare alla caccia del quarto scudetto dopo i successi del ’61, del ’91 e del 2016.

Mister Ferrari, a fatica ma avete avuto la meglio su un Casina indomito.

«Diciamo pure che è andata bene. Non è stata una grande prestazione, siamo tutti consapevoli di questo, tuttavia la costanza e la bravura dei miei giocatori è uscita alla distanza e l’importante in un quarto di finale è vincere. E si è vinto».

Vinto il derby con Soffientini, allenatore del Casina al Montagna e ds del suo Real Casina in Seconda categoria.

«Sono contento, anche se mi dispiace per il Casina. Ma uno dei due doveva perdere...».

Intanto siete in semifinale.

«Dovremo fare meglio, perché la Querciolese è un osso duro, da quello che mi raccontano».

Nel dopo partita ha sostenuto di aver visto il peggior Cervarezza di questo Torneo. A mente fredda?

«Lo confermo. Non è stata una prestazione all’altezza della nostra squadra. È comprensibile, non abbiamo fatto lo spareggio e questo comporta lati positivi, ma anche negativi: abbiamo perso lo smalto che invece il Casina aveva. Eravamo deconcentrati».

Purtroppo perderete anche Aliù, in ritiro con l’Adriese in D. Con 6 gol in 3 partite è insostituibile?

«Non lo so. È chiaro che un attaccante come lui, al Torneo della Montagna, poche squadre se lo possono permettere. Ha dimostrato con i fatti di essere un ottimo giocatore e un’ottima persona».

Giocatore importante con la voglia e lo spirito da montanaro?

«Sì, si è comportato come se fosse un ragazzo locale».

Avete la responsabilità di tenere alta la bandiera del crinale: siete rimasti voi.

«È così, ma in tre anni abbiamo fatto tanto: una vittoria, un quarto di finale e ora una semifinale. C’è una realtà, un gruppo compatto e il campo parla. Ci vuole fortuna, ma non solo quella».

Vi hanno urlato che avete solo le Terme... Non sembra una grande offesa.

«I tifosi del Casina sono stati super corretti e sempre tanto colorati. La squadra ha dimostrato di starci alla grande in questo torneo e sugli spalti, ovunque sono andati, sono stati encomiabili. Solo il Cervarezza ha un tifo paragonabile (ride, ndc)».

Ora sotto con la Querciolese. Cosa teme?

«I giocatori li conosco, però non li ho mai visti giocare. Mi dicono che sia una squadra ostica da affrontare, che non molla mai e che ha qualità tecniche evidenti, altrimenti non sarebbe in semifinale. Hanno l’entusiasmo di un paese intero che dopo tanti anni (2004 l’ultima volta, ndc) torna tra le prime quattro del Montagna».

È la mina vagante?

«Sì e adesso faranno di tutto per vincere. Credo siano pericolosi per tutti, anche se in generale pensavo che il Baiso andasse più avanti”.

Anche la Borzanese eliminata.

«Non me l’aspettavo, era la mia favorita. Nessuno se l’aspettava, tuttavia non ha perso contro una squadra qualsiasi ma contro il Vettus».

Vuole fare un appello ai cittadini di Cervarezza affinché riempiano il Galeotti di Carpineti?

«Il nostro paese ha dimostrato di avere un gran bel pubblico e molto rumoroso, spero siano il doppio di quanto visto col Casina». —

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