Gilioli non si nasconde «Siamo noi la sorpresa e avremo tanta umiltà»
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Viano
Arrivata seconda dietro la Borzanese nei gironi, la Querciolese a bassa voce è approdata in semifinale. Un risultato che mancava dal 2004 e che ora mister Guido Gilioli vuole provare a migliorare.
La piccola Querciolese che fa fuori il grande Baiso?
«Eh sì, ci siamo riusciti. È vero, i nostri avversari soffrivano alcune assenze come quella di Daniele Barozzi. E questo è dispiaciuto a tutti noi, soprattutto a uno in particolare».
Si riferisce a De Luca?
«Esatto, sono grandi amici e smaniava per incontrarlo. C’erano stati anche dei fotomontaggi sui social ed era carico. È stato un peccato per lo spettacolo, ma la sua assenza ci ha agevolato».
Giocare di fronte al vostro pubblico vi ha galvanizzato?
«Il campo di casa e i nostri tifosi ci hanno aiutati. In 25 anni di carriera non mi è mai capitato di fare allenamento coi tifosi a sostenerci. Questo è quello che succede alla Querciolese. Ci alleniamo e poi li ritroviamo sugli spalti: sul nostro gol vittoria si è vista tutta l’unità del paese».
Non serve quindi fare un appello...
«No anzi, bisognerebbe gestire bene la carica. C’è una elettricità particolare, non vediamo l’ora di giocare».
Si avverte l’importanza dell’evento?
«In paese si sente eccome, non si parla d’altro e ci fanno festa tutte le sere. Pazzesco, non mi è mai capitato».
Arrivare in semifinale è stata una sorpresa?
«È senz’altro una sorpresa, perché fin qui sono arrivate squadre ben più attrezzate della nostra, a cominciare dal Baiso, o altre che sono già uscite. Di contro devo dire che il gruppo dei locali, l’anno scorso a Viano, è arrivato in semifinale dando continuità a un grande Torneo della Montagna».
E mai come in questi casi l’appetito vien mangiando.
«Man mano che abbiamo cominciato a conoscerci ho capito il vero valore del gruppo. Siamo la Querciolese, ma il gruppo dei locali dà la spinta fondamentale».
Un percorso fin qui quasi netto.
«Solo con la Borzanese non è andata benissimo. Abbiamo incontrato una grande squadra in una domenica storta per noi».
Vi piace se vi chiamano “sorpresa”?
«Beh, sostanzialmente lo siamo. Rispetto alle altre squadre arrivate in semifinale, siamo l’outsider».
Sbagliato dire che manca la stella nel vostro gruppo?
«Forse è meglio dire che ne abbiamo tante in egual misura. Ouaden, Ferretti, Piermattei, Caselli, Splendore, Bonini, Della Corte e tutti gli altri. Il collettivo si esalta e noi puntiamo su questo anche come staff, assieme a mio fratello (Stefano, vice, ndc) e Matteo Bondavalli».
Come affronterete il Cervarezza?
«Come tutte le altre partite: con umiltà, cercando di stare chiusi e compatti per ripartire in velocità. Servono carattere e voglia di vincere. Se saranno più bravi gli altri, faremo loro i complimenti».
Cosa si aspetta da loro?
«Oltre a un grande attacco, subiscono pochi gol. Forse hanno qualcosa in più di noi tecnicamente, noi sfrutteremo il contropiede».
Esterni confermati?
«Ferretti, Della Corte e Ouaden confermati, qualche dubbio su Caselli e Casarano».
La semifinale arriva dopo 14 anni e non avete mai vinto il Montagna.
«Ce lo ricorda sempre il nostro grandissimo presidente Italo Bonini. La bacheca ha bisogno di un titolo». —
R.T.
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