Ferretti: «La panchina più lunga? Solo un danno per le società»
Il dg della Bagnolese contesta la scelta di portare a nove i giocatori a disposizione «Con la nuova stagione alle porte questa è mancanza di programmazione»
Da sette a nove giocatori a disposizione anche nei dilettanti. È la “panchina lunga” la grande novità introdotta dalla Figc per la prossima stagione. Un’introduzione al momento facoltativa, ma che già costringe le società ad adattarsi a questo cambiamento. E tra le società c’è chi non è d’accordo, con un'autorevole figura a spiegarne gli scenari. «Così facendo si vanno a creare situazioni di cui non c’era bisogno – attacca il direttore generale della Bagnolese Romano Ferretti –. Il concetto è che senza motivo si obbligano le società a spendere di più. Il problema è economico, come se già non bastassero le tante difficoltà che si incontrano nel fare calcio a livello dilettantistico. Sia ben chiaro che il mio è un parere del tutto personale, ma mi ritengo comunque uno dei dirigenti più anziani ed esperti».
Da dove parte il suo malumore?
«Ogni anno ne esce una nuova, l’estate scorsa c’era quella delle maglie personalizzate. Già le società sono in difficoltà, in questo modo si vanno solo ad aumentare i costi. D’accordo la via sperimentale del progetto, considerato anche che con più giocatori a disposizione si avranno anche più possibilità di cambiare in corsa. Ma che l’introduzione parta allora dalla prossima stagione, non a pochi giorni dal via. Così facendo si dimostra l’assenza di programmazione e di idee. Dall’oggi al domani alle società viene tolta la possibilità di organizzarsi».
Il Crer poteva comportarsi diversamente?
«Come al solito il mondo dei dilettanti deve solamente obbedire, perché più in alto c'è la volontà di scimmiottare i professionisti. Una novità del genere andava portata in assemblea, approvata o meno attraverso una votazione. Invece è uscito un comunicato, e non resta che prenderne atto e adattarsi di conseguenza».
La novità ha però un carattere sperimentale e facoltativo.
«Se in una rosa da venti giocatori l’allenatore deve scegliere se mandarne due in tribuna oppure portarli tutti in panchina, beh non ci sono dubbi che sceglierà di portarseli tutti a disposizione. Quindi, il cerchio si è già chiuso. Bisognerà adattare oppure cambiare le panchine, oltre a rifare le mute delle maglie oppure rattoppare quelle già a disposizione. Un autentico danno economico per le società, oltre a dover organizzare anche un diverso riscaldamento dei panchinari durante le partite».
Non c’è via d'uscita?
«Gli impianti sono comunali, ma non sappiamo se i comuni siano disposti a farsi carico di queste spese. Tocca alle società adattarsi, in poco tempo e senza spiegazioni. Si andrà anche verso situazioni di panchine scoperte – chiude Romano Ferretti – ma comunque bisogna attivarsi alla svelta sulla base di un comunicato uscito da pochissimo». —
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