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la crisi granata 

Stefano Bonacini gela gli entusiasmi «Non ho interesse per la Reggiana»

Jacopo Della Porta
Stefano Bonacini gela gli entusiasmi «Non ho interesse per la Reggiana»

L’imprenditore, invocato da più parti, si chiama fuori Le due cordate reggiane trattano per trovare un accordo 

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«Non c’è stato alcun mio interessamento per la Reggiana». L’imprenditore Stefano Bonacini, patron del Carpi e fondatore del marchio della moda Gaudì, di rientro ieri dall’estero, commenta così le voci che da giorni lo accostano in modo insistente alla nuova società granata.

«Io ho una società di calcio l’ho già ed è il Carpi - dice Bonacini -. Le società di calcio non sono come auto, che uno va in concessionaria e le cambia. Scherzi a parte, non ho nulla da dire in proposito perché nessuno mi ha chiesto niente e io non mi sono interessato».

L’imprenditore carpigiano era anche stato accostato al Modena. «Sì ma andiamo indietro di quattro anni, perché all’ultimo bando non ho partecipato».

Le dichiarazioni di Bonacini chiudono dunque la porta a un suo avvicinamento alla Reggiana. In molti lo hanno invocato come un possibile salvatore, ma si trattava evidentemente di un auspicio, che nulla ha a che vedere con le intenzioni del diretto interessato.



La presa di posizione contribuisce a fare in parte chiarezza sul futuro granata. Con l’imprenditore laziale Marco Arturo Romano che sembra ormai lontano, la strada più probabile è quella della fusione delle due cordate, quella che fa capo a Davide Caiti e l’altra, che vede coinvolti sponsor della Reggiana, che si è riunita intorno al commercialista Corrado Baldini.

Le due parti, inizialmente piuttosto distanti, stanno lavorando per un progetto unico, così come auspicato anche dal sindaco Luca Vecchi e non solo.



Martedì alle 13 scadrà il tempo a disposizione per aderire al bando indetto dal Comune. Solo a quel punto si saprà chi ha partecipato e con quale progetto. Non è escluso che qualcuno arrivi a fari spenti a quell’appuntamento.

Le due cordate reggiane devono mettersi d’accordo per trovare una figura che le rappresenti. La scelta del presidente diventa perciò un tassello fondamentale.

La pluralità di soggetti coinvolti è stata giudicata in modo negativo da Romano, che teme che questo possa rendere difficile la gestione della nuova Reggiana. L’ingegnere laziale non si è ritirato dalla corsa ma le sue quotazioni sono in discesa e lui stesso si è dichiarato meno ottimista rispetto ai giorni precedenti.



Appena si chiuderà il bando la commissione scelta dal sindaco per valutare i progetti sarà immediatamente convocata. L’ex presidente della Lega nazionale dilettanti William Punghellini, il presidente della Fondazione dello Sport Mauro Rozzi, e il commercialista Simone Caprari, dovranno fare presto, perché la nuova società dovrà far pervenire entro il 6 agosto alla Figc una serie di documenti, oltre a un assegno circolare da 150mila euro.

L’urgenza non potrà però pregiudicare la scrupolosità dei controlli: la commissione potrà dare il via libera solo ai progetti che rispettino i requisiti richiesti, perché il desiderio di vedere una squadra granata in campo non può essere raggiunto senza la garanzia di un progetto serio. —



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