«Voglio il derby con la Regia. Fusione? Mai sentito dire»
l ds del Lentigione Bia che ha ereditato il ruolo da Doriano Tosi spera di poter disputare le sfide sia con i granata sia con il Modena
REGGIO EMILIA. Doriano Tosi, da un verso per ragioni sentimentali dall’altro pratiche, visto che alla fine il campionato lo vincerà una sola, si augura che Lentigione, Modena e Reggiana non siano inserite nel medesimo girone. In particolare vorrebbe, col suo Modena, evitare Reggiana e Cesena. Giovanni Bia, che ne ha ereditato il ruolo di diesse della società rivierasca, la pensa esattamente al contrario. “Al di là del risultato - afferma - per una società come la nostra simili partite capitano una volta nella vita. Ti danno lustro, sensazioni particolari, un poco come avvenne tre anni fa quando sfidammo il Parma”.
Ma ci sarà il derby tra Reggiana e Lentigione? Già, perché una delle ipotesi, più o meno fantasiose che hanno cominciato a circolare è quella di una fusione tra la nuova Reggiana ed il Lentigione appunto, o l’acquisizione del diritto sportivo di quest’ultima, un poco sull’esempio di quanto avvenne tra Spal e Giacomense o, notizia di queste ore, a Cesena con la società sorta dalla ceneri di quella fallita e la Romagna.
Bia al proposito è chiarissimo. “Mai sentito una cosa del genere, qua, almeno, nessuno ne ha accennato, neppure uno spiffero e poi credo che i tempi tecnici non lo consentirebbero”.
Che campionato è la serie D, prevalgono i valori tecnico o l’organizzazione e la corsa?
“Parlo per l’esperienza di questi 3 anni, prima non conoscevo questo campionato, è duro per chi vuol vincerlo, che nessuno si faccia illusioni per il blasone o la storia, a prescindere dal fatto che senza corsa dappertutto non vai da nessuna parte, qua a maggior ragione contano agonismo, carattere, voglia, poi è evidente che la giocata tecnica può sempre fare la differenza”.
Meglio allora affidarsi a gente di categoria o pescare tra gli svincolati della serie C?
“Non mi permetto di dare consigli o suggerimenti, chi sceglierà la nuova società a livello tecnico saprà scegliere il meglio”.
Partire a costruire la squadra ad agosto, quando le altre sono già in ritiro o hanno iniziato la preparazione, può rappresentare un handicap serio?
“Non credo, altre società lo hanno fatto. Il mercato chiude a fine agosto e in giro anche in D ci sono tanti giocatori svincolati. Poi a dicembre si apre un’altra finestra, puoi sempre aggiustare in corso d’opera”.
Un budget iniziale di un milione e mezzo è sufficiente per puntare a vincere il campionato?
“Può esserlo, non devi sbagliare nulla o quanto meno pochissimo, ma poi vanno aggiunte sponsorizzazioni, abbonamenti, incassi e in ogni caso non è che nel calcio sia matematico che chi spende di più alla fine vinca”
Possono risultare determinanti gli juniores, quattro sempre in campo.
“No, a parte quel che ho detto prima corsa, agonismo, la differenza vera la fa chi segna, gli attaccanti, averne con la confidenza con il goal è una garanzia. Ecco, se proprio mi si chiede un consiglio presterei attenzione a inserire elementi con tante reti nei piedi”.
Bia, che a Reggio ha anche giocato si è dato una spiegazione del perché gli industriali reggiani siano un poco sordi alle vicende del calcio?
“No, è un discorso complicato. Non conosco bene situazioni e dinamiche, mi vien da dire che sia un poco come il coraggio di don Abbondio, se non ti batte dentro il cuore del tifoso…”
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