Il roster della Grissin Bon è già al completo con solo quattro stranieri
In caso di necessità si punterà sui giovani Vigori e Tchewa In uscita resta da piazzare Bonacini vicino all’approdo a Rieti
Reggio Emilia
Solo quattro stranieri in organico. Partirà così, senza inserire un quinto rinforzo, la stagione della Grissin Bon che con l’ingaggio della guardia Spencer Butterfield ha completato la propria rosa. Tutto in una settimana: dopo un giugno dedicato agli italiani e alla conferma di Llompart, in questi sette giorni i dirigenti biancorossi hanno concluso le tre operazioni in entrata. Prima di Butterfield, erano arrivate le firme delle due teoriche stelle americane, Eric Griffin e Ricky Ledo.
Con l’ultimo innesto si conclude l’esperienza biancorossa di Markoishvili, dopo quasi due mesi di trattative per il rinnovo, mai decollate per la forte differenza fra offerta e richiesta. Il mercato in entrata si ferma. Reggio non ingaggerà il quinto straniero, quello che in origine sarebbe dovuto essere un lungo puro da affiancare a Cervi. Chi usa la formula del 5+5 non ha vincoli in questo senso, l’importante è avere 10 professionisti tesserati ed un massimo di 5 stranieri, ma volendo si potrebbero avere anche 10 italiani. E competere comunque per i premi per l’utilizzo dei giocatori di passaporto tricolore. Nulla vieta di aggiungere successivamente uno straniero (o anche 2, se si volesse per assurdo passare al 6+6).
Le motivazioni sono diverse. L’assenza delle coppe, in primis. Con 5 italiani e 4 stranieri, coach Cagnardi ha a disposizione una rosa sufficientemente profonda per gestire una sola gara a settimana, evitando qualche mugugno per il minutaggio limitato. Ci sono poi questioni progettuali ed economiche. I due giovani più promettenti del vivaio biancorosso sono i lunghi Alessandro Vigori e Russel Tchewa. Vigori a breve firmerà il contratto da “pro”, il promettentissimo Tchewa potrà giocare da giovane di serie: per ora non può essere schierato da italiano di formazione e dovrebbe giocare da straniero, ma a breve sarà utilizzabile come italiano. La Pallacanestro Reggiana ha deciso quindi di investire sui due ragazzi di casa. Il quinto straniero sarebbe stato un giovane da valorizzare, in stile Reynolds. I biancorossi hanno preferito scegliere la strada interna. Un risparmio che non guasta, visto che Griffin e soprattutto Ledo sono investimenti pesanti. Tenersi uno spazio aperto permette poi di intervenire sul mercato in caso di infortuni senza toccare gli equilibri.
Partire con 4 stranieri lascia con sé qualche dubbio tecnico. Soprattutto sotto canestro, dove l’unico centro puro è Cervi, il cui recupero sta proseguendo senza grandi intoppi. Con Cervi a pieno servizio, la rotazione è solida: Griffin può giocare da 5 e Gaspardo garantisce atletismo da 4, dove può essere impiegato anche De Vico. Per tamponare le emergenze, ci saranno poi Vigori e Tchewa. Con una gara a settimana, è il pensiero biancorosso, sarà più che sufficiente. Sul mercato in uscita, rimane da sistemare la posizione di Federico Bonacini: la squadra maggiormente interessata a oggi è Rieti, nel girone ovest di A2. —
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