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L’impresa americana dei “Magnifici 6” Quasi cinquemila chilometri tutti da pedalare

Luciano Salsi
L’impresa americana dei “Magnifici 6” Quasi cinquemila chilometri tutti da pedalare

A sessant’anni da New York a San Francisco dopo l’esperienza di scambio culturale con Afs negli anni giovanili  

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Il viaggio “coast to coast” fa parte del mito dell'America. Lo si associa all’avanzata dei pionieri, alla frontiera da superare all’infinito, alle guerre con i nativi, alla libertà degli spazi sconfinati, alle peregrinazioni hippy e beatnik immortalate da “Easy rider”. Oggi è un piatto forte del turismo organizzato, ma per sei settantenni innamorati degli States e della bicicletta sarà qualcos’altro: una pedalata di 4.600 chilometri fatta per confrontare la cultura sessantottesca dei loro primi soggiorni negli Usa, che sembrava portata a compimento da Obama, con la realtà di una nazione che con Trump pare rinchiudersi in sé e rinnegare la globalizzazione di cui era stata la principale artefice.



Sarà una vera impresa, che si attuerà dal 2 settembre, con la partenza da New York, al 5 ottobre con l’arrivo a San Francisco. L’hanno meticolosamente progettata due reggiani in vista, Vincenzo Morlini e Valerio Miselli.

Morlini, neopresidente provinciale dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti, ha alle spalle una carriera di manager di importanti aziende in Italia e in Europa. È stato al vertice della Fondazione Manodori e, per due mandati, della Cassa di Risparmio. Ma l’esperienza che l’ha condotto all’ideazione di questo viaggio è quella di Afs-Intercultura, l’associazione internazionale American Field Service diffusa in sessanta paesi, che dagli anni Cinquanta promuove scambi di studenti che trascorrono all’estero un intero anno scolastico, ospiti di famiglie del posto.

Morlini era stato uno dei primi reggiani ad andare negli Usa con questa organizzazione negli anni ’60. Nel 2011 a New York è stato nominato presidente di Afs Intercultural Programs, primo cittadino europeo a capo dell’associazione, che ha guidato per sei anni.



Tre degli altri partecipanti fanno parte di Afs e, come Morlini, ne hanno trasmesso gli ideali ai figli, anch’essi legati affettivamente alle famiglie americane che li hanno ospitati. Valerio Miselli è l’ex-primario di diabetologia dell’ospedale Magati di Scandiano. Oltre a quello di organizzatore, s’è assunto il ruolo di medico, portavoce e autista a supporto dei quattro che percorreranno su bici da corsa gran parte degli oltre settemila chilometri del tragitto da costa a costa.

«Ho conseguito – spiega Miselli – un master in medicina narrativa e al termine di ogni tappa intervisterò la gente per conoscere quell’America profonda che ha dato il voto a Trump». Insieme a lui viaggerà sempre in auto, in appoggio ai ciclisti, anche Marco Curti, libero professionista già dirigente dell’Ifoa. Oltre a Miselli pedaleranno Claudio Corsini, dirigente bancario già vicedirettore della Cassa di Risparmio di Reggio e direttore generale della Cassa di Risparmio di Asti, Adriano Battilani, già direttore generale di Fantuzzi-Reggiane, e Giovanni Turello, l’unico non reggiano, che è un imprenditore di Asti già presidente della locale associazione dei commercianti.



Per il viaggio sarà noleggiato un Suv Suburban della Chevrolet, un mezzo di grande dimensione capace di trasportare il materiale necessario, tra cui alcune fette di Parmigiano-Reggiano, l’intera comitiva e sei biciclette nei tratti di 2.500-3.000 chilometri complessivi che saranno coperti senza pedalare. Il percorso si compone di 31 tappe lunghe mediamente 140 chilometri. Il viaggio si svolgerà con il patrocinio di Intercultura, i cui volontari forniranno la necessaria collaborazione lungo il percorso, anche allo scopo di raccogliere i fondi necessari per permettere a un giovane americano di venire in Italia, a Reggio o in un’altra città. —



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