Dalle ceneri della Reggiana è nata la Reggio Audace FC: le cordate hanno firmato
Alle 21.02 le cordate hanno firmato l’accordo nello studio del commercialista Corrado Baldini. Quintavalli presidente, Romano è il vice e seguirà la parte tecnica
REGGIO EMILIA. La nuova Reggiana prova a spiccare il volo. Ieri è nata la Reggiana Audax Football Club. Gli imprenditori reggiani della cordata di Baldini, ai quali si è unito Conad Centro Nord, hanno raggiunto ieri sera l’accordo con l’ingegnere Marco Arturo Romano.
La società, che avrà sede per ora al Mirabello, si è costituita poco dopo le 20 nello studio del commercialista Corrado Baldini, alla presenza del notaio, e oggi il nuovo progetto sarà sottoposto all’attenzione del Comune, nella speranza di essere l’unico in campo e poter ottenere subito il disco verde.
Il sindaco Luca Vecchi ieri aveva prorogato il bando alle 15 di oggi per consentire alle parti di espletare tutte le formalità richieste.
Grazie all’apporto del Conad, che si è fatto avanti all’ultimo, i reggiani hanno raccolto risorse che consentono loro di essere in maggioranza.
Romano, che porterà 400 mila euro, come capitale sociale e sponsorizzazione, avrà il 40%, la carica di vicepresidente e soprattutto la guida dell’area tecnica, «dove mi avvarrò della consulenza di Tito Corsi mio compagno di viaggio». I reggiani hanno invece ottenuto di tenere la raccolta pubblicitaria. Il presidente sarà Luca Quintavalli, partner della Reggiana nello store. L’ad è invece Mauro Carretti, ex studio Alfa. In questa avventura si sono imbarcati anche Gianni Perin, che è stato socio e amministratore della Ac Reggiana 1919 con i Piazza fino a qualche mese fa, Giuseppe Fico e Cristiano Giaroni.
Il cda sarà composto da cinque persone, tre delle quali indicate dai reggiani. Ma i meccanismi di voto prevedono una maggioranza qualificata di quattro quinti e questo assicura a Romano di non essere mai in minoranza.
Le risorse con le quali si parte sono di un milione di euro. Un budget che i soci sperano di poter incrementare con ulteriori sponsorizzazioni (che sarebbero già state promesse), azionariato popolare ed altre iniziative.
Il Lentigione, per avere un termine di paragone, l’anno scorso ha speso 500 mila euro (senza avere costi elevati per lo stadio), mentre la Correggese in questi anni ha tentato invano il salto in serie C spendendo somme intorno agli 800mila euro. A Modena la nuova proprietà ha messo sul piatto 2,5 milioni all’anno, mentre il Parma dopo la caduta in D oltre 7. Si tratta però di situazioni molto diverse. Questa Reggiana ha avuto pochissimo tempo per nascere ed è prioritario partire per dare continuità alla storia granata nell’anno del centenario.
Un ruolo importante in questa vicenda l’ha giocato l’ad di Tecnologia & Sicurezza Marco Arturo Romano, portato a Reggio da Tito Corsi e Sisto Fontanili. L’imprenditore dopo aver trattato con Davide Caiti, è poi stato contattato dalla cordata di Baldini.
«Per rispettare la volontà del sindaco e dei tifosi che volevano la maggioranza ai reggiani, ho fatto alcuni passi indietro - ha detto ieri Romano -. Ho rinunciato alla presidenza e il ruolo di ad è andato a loro. Spero che con il tempo venga riconosciuta la mia serietà. Ho sentito parlare di forestiero. Ci terrei che si sapesse questo: mi concedo una settimana di ferie all’anno, in questo momento la mia famiglia è a Sperlonga in ferie, e sono due giorni che parto dal Lazio per venire qua. Questo per dire che ci tengo alla Reggiana. Porto la mia parte di investimenti, spero che questo possa essere apprezzato. Perché lo faccio? Le esperienze con Lazio, Frosinone e Livorno mi hanno appassionato. Voglio investire nel calcio e naturalmente vorrei decidere qualcosa».
La società di Quintavalli e Romano quando e se otterrà il via liberà dal Comune (il progetto deve essere valutato da una commissione di quattro saggi) inizierà un’altra corsa contro il tempo per presentare alla Federazione tutti i documenti richiesti entro lunedì per chiedere di giocare in D. Con quali giocatori si partirebbe? Con quelli della Berretti rimasti e magari qualche pezzo della prima squadra. Ci sono granata che potrebbero anche restare a Reggio: si è fatto il nome di Ale Spanò, Paolo Rozzio, Davide Narduzzo, Daniele Rocco ed Erik Panizzi. Naturalmente accetterebbero un sacrificio in presenza di un progetto serio e precise garanzie.
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