Il Vettus mette il settimo sigillo Cervarezza ko ai supplementari
A decidere una bellissima finale è la rete di Marco Ferrari, salito dalla panchina nei minuti finali del secondo tempo
BAISO
La storia si ripete. Come nel 2006. Sempre a Baiso.
Il Vettus si laurea per la settima volta nella storia campione del Torneo della Montagna. A farne le spese ancora il Cervarezza, che come dodici anni fa soccombe per 3-2 contro la formazione della Val d’Enza.
Alza la coppa per la quarta volta (una volta con il Cola, tre con il Vettus) capitan Ivan Ruffini, che a 41 anni sgroppa ancora sulla corsia mancina che è un piacere.
Riassapora il gusto della vittoria, come dodici anni fa, anche Andrea Petrelli, esterno col cuore gialloverde in forza alla Fidentina. Festeggia anche Marcello Ruffini, rimasto in panchina a 44 primavere a rimpolpare una già ridotta all’osso rosa del Vettus. Esulta doppiamente mister Ermes Morelli, già protagonista in quella sfida del 2006 e ora rientrato nella ristrettissima cerchia di quegli allenatori che hanno vinto il torneo anche da giocatori, assieme a Luca Bianchi (Gatta), Simone Lodi (Vettus) e Rino Incerti (Leguigno). Un successo meritato, forse un po’ a sorpresa. Perché il Vettus ha giocatori di valore così come il Cervarezza, ma a fare la differenza è stato un orgoglio infinito dei ragazzi di Morelli, capaci di vincere ancora in rimonta (dopo il successo in semifinale sul Carpineti), quando gli avversari sembravano in controllo ma iniziavano a scherzare col fuoco a centrocampo.
A decidere l’incontro è Marco Ferrari, salito dalla panchina nei minuti finali del secondo tempo: il vero simbolo di un Vettus operaio che dopo la rimonta al Carpineti nel combina un’altra, ancora ai tempi supplementari con il gol vittoria del giocatore in forza alla Combriccola di Casale in Terza categoria con l’hobby della caccia.
Avrebbero voluto dedicare il successo a Simone Rispoli.
Non ci sono riusciti i ragazzi di Cervarezza, che portano a conclusione comunque un grande Torneo della Montagna. Erano riusciti a raddrizzarla, la partita, dopo il vantaggio su rigore di Berberi al 14’ del primo tempo. La truppa di Ferrari era riuscita anche a portarla sui binari termali, quella coppa.
Ma qualcosa a centrocampo non ha funzionato. Un po’ distratto il settore mediano, poco filtro e soprattutto un filo di presunzione e stanchezza nel finale, quando ormai i giochi sembravano fatti sul 2-1. Onore al Cervarezza, comunque. Matteo Bimbi torna a casa con le pive nel sacco, ma comunque può riconoscere la vittoria del Vettus che ha creduto fino in fondo alla vittoria senza i calci di rigore.
Un Cervarezza sempre propositivo, ad ogni modo. Costruito bene e con giocatori di qualità pescati in settimana come Pasi (serie D, Delta Porto Tolle) e l’attaccante senegalese Ameth Fall (serie D, Caronnese) che solo in minima parte hanno fatto rimpiangere Aliù e Azzouzi.
Primo tempo scoppiettante. Davanti a 1500 spettatori (un calo clamoroso, rispetto al passato) le due squadre regalano emozioni a raffica.
Pontiggia e Viscomi ci provano, Fall respinge sulla linea al 4’. Lo stesso senegalese replica al 6’ sbagliando la mira, mentre Pasi trova la grande risposta in tuffo di Auregli al 7’ così come al 13’ da posizione appena defilata, sempre dalla distanza. Il vantaggio del Vettus arriva al 14’: lancio lungo che scavalca Ruopolo, Pedrelli si avventa sul pallone ma viene steso da Calderoni. Rigore che Berberi realizza angolando alla destra del portiere. Al 20’ il pareggio è frutto di un gran cross pennellato di Rivi che trova la testa di Fall, bravo a spedire sul secondo palo.
Nella ripresa ancora rigore (generosissimo) fischiato al Vettus per fallo di Lartey ancora su Pedrelli. Stavolta Berberi colpisce la traversa. Ma non passano sette minuti che il Cerva torna avanti: Fall semina il panico, Auregli salva, ma in tap-in insacca Pasi da due metri. Sembra fatta, ma a 6’ dalla fine ci pensa Viscomi a bucare la barriera biancazzurra su punizione per il 2-2.
Supplementari: più Cervarezza che Vettus. Rinaldi colpisce anche un palo clamoroso. Ma è Ferrari a infialare in porta al 118’, un cross di Pontiggia. È delirio gialloverde. —
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