«Questo momento lo stavo sognando da quindici anni e adesso è realtà»
I VINCITORIEroe per caso di questa finale è stato Marco Ferrari, l’eterno panchinaro che, subentrato a Lodi al 79’ ha avuto la gioia di siglare il gol decisivo del 3-2: «Voglio dedicare questa...
I VINCITORI
Eroe per caso di questa finale è stato Marco Ferrari, l’eterno panchinaro che, subentrato a Lodi al 79’ ha avuto la gioia di siglare il gol decisivo del 3-2: «Voglio dedicare questa vittoria ai miei genitori e alla mia morosa. Sognavo questa soddisfazione da 15 anni, io che solitamente e giustamente gioco poco. È un momento che ho sempre desiderato vivere e ora si è avverato. Il mister quando mi manda in campo chiede sempre di fare gol e l’ho accontentato».
Incredibile l’impresa di Ivan Ruffini, capitano del Vettus: «Sono l’unico ad aver vinto una finale a 41 anni. Per me è il quarto titolo e lo voglio dedicare a me stesso, oltre che ai ragazzi della curva. Per me è una gioia incredibile, ci tenevo perché si tratta della mia ultima partecipazione: ormai mi sembra giusto fermarmi».
Ancora più straordinaria l’impresa di Marcello Ruffini, fratello di Ivan che diventa campione del Montagna a 44 anni: «Sono molto felice di essere riuscito a rivincere il torneo della Montagna. L’ultima volta era stato nel 2006 e già allora credevo di essere abbastanza vecchio. Invece, dodici anni dopo eccomi qui. Ho trovato un gruppo diverso, ma molto unito. Insieme al mister Ermes Morelli abbiamo fatto un percorso che ci ha portati a raggiungere un amalgama favolosa. Eravamo d’accordo che sarei subentrato solo se fossimo stati sotto. Meglio così, contento di non essere dovuto entrare».
«Sono felicissimo – commenta l’attaccante Prifti – Solo grazie a una deroga all’ultimo minuto ho potuto partecipare a questo torneo, perché sono di Ciano. Il mio grazie va a Danilo Beretti, al mister e al capitano Ruffini, che mi hanno aiutato. Per tredici anni avevo inseguito questo successo nelle fila del Ciano e l’ho ottenuto con il Vettus».
«È una gioia grandissima – conclude l’allenatore giocatore Ermes Morelli – soprattutto sono contento per i ragazzi, che ci hanno messo il cuore. Voglio sottolineare il grande lavoro dei nostri dirigenti, in particolare Danilo Beretti e Giovanni Guazzetti. Abbiamo raggiunto l’obiettivo nonostante le difficoltà dovute a infortuni, squalifiche e i pochi locali, che però si sono dimostrati locali doc! Devo ringraziare i nostri vecchietti che hanno contribuito in modo fondamentale alla conquista della coppa. Dopo dodici anni la storia si ripete, con una vittoria per 3-2 sul Cervarezza. Onore al merito dei nostri avversari, bravi a metterci un po’ sotto sul piano fisico. Ma la forza del nostro gruppo ha fatto la differenza». —
Francesca Romoli
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