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«Nel 2019 la finale sarà anticipata al sabato sera»

Nicolò Rinaldi
«Nel 2019 la finale sarà anticipata al sabato sera»

Alessandro Munarini, presidente Csi, stende il bilancio «Formula vincente che miglioriamo anno dopo anno»

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BAISO

«Questo Torneo della Montagna 2018 si chiude con un bilancio decisamente positivo e incoraggiante in chiave futura: non lo dico solo io, ma anche tutti coloro che hanno vissuto l’evento in prima persona».

A parlare è Alessandro Munarini: nell'esprimere tutta la propria soddisfazione, il presidente del Csi reggiano che getta fin da adesso un rilevante sguardo al futuro.

Ogni anno il Torneo si conferma un irrinunciabile punto di riferimento per tutto lo sport reggiano: qual è il segreto di un successo così duraturo?

«La formula magica è rimasta immutata nel corso del tempo, e noi cerchiamo di affinarla di anno in anno. Il Montagna è una kermesse che coinvolge il tessuto sociale in modo concreto: attraverso il calcio il nostro Appennino ha una vera occasione per farsi conoscere, non solo a livello sportivo ma anche per quanto riguarda aspetti più strettamente turistici e ricreativi. Ovviamente si può sempre fare meglio, ed è ciò a cui puntiamo in vista della prossima edizione».

Quest’anno ci sono stati pochi anticipi o posticipi serali: una scelta che ha motivazioni particolari?

«No: semplicemente le richieste in tal senso sono state inferiori rispetto al passato, e noi nei limiti del possibile le abbiamo sempre accolte. Le sfide serali possono favorire una più cospicua partecipazione di pubblico, specie in periodi di afa: nel 2019 si potrebbe addirittura pensare di anticipare la finale al sabato sera, magari al termine di una ricca giornata di eventi che coinvolga anche altre discipline sportive targate Csi».

A proposito di finale, come ha trovato l’organizzazione di Baiso?

«Perfetta. Il club ospitante, con cui mi congratulo, ha addirittura messo a disposizione dei bus navetta per tamponare gli inevitabili problemi logistici che i 1700 spettatori potevano incontrare: ciò dimostra, una volta di più, la serietà e la professionalità con cui l'ultimo atto è stato gestito. Poi i controlli all’ingresso sono stati più stringenti del solito, ma sono indispensabili a livello di sicurezza anche per rispettare le nuove leggi in materia».

Capitolo partecipazione: è soddisfatto del numero di formazioni che hanno animato il Montagna 2018?

«Certo: peccato solo per la mancata iscrizione della 16ª società, purtroppo sfumata per difficoltà organizzative e finanziarie. L’obiettivo futuro è quello di favorire la più ampia partecipazione possibile, continuando a condividere la scrittura del regolamento con tutti i club coinvolti. A tal proposito mi sia concesso di menzionare il grande lavoro del nostro direttore tecnico Giovanni Codazzi, che ha dialogato a lungo con il Csi nazionale per stilare norme complete e corrette».

È vero che lei è stato accusato di disinteressarsi del torneo?

«Sì, ma se fosse così io come presidente del Csi provinciale commetterei un suicidio del tutto illogico: peraltro, nell'assumere le mie decisioni, da sempre mi confronto assiduamente con una vera e propria memoria storica di questa manifestazione come Giuseppe Vaccari. Poi, su 14 consiglieri del Csi reggiano, ben 11 erano presenti a Baiso: un ulteriore segno dell'assoluto rilievo che noi assegnamo al Torneo della Montagna». —



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